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Auto, mercato stabile a luglio. Male Fca (-19,4%)

Da inizio anno il mercato ha perso il 3,1% di volumi, Fca giù del 19,4%

di Filomena Greco


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(EPA/STEPHANIE LECOCQ)

2' di lettura

Il mercato italiano tiene i volumi nel mese di luglio e registre 152.800 autovetture immatricolate contro le 152.949 di luglio 2018. Un risultato che rallenta la frenata da inizio anno, con un consuntivo dei sette mesi a -3,1% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. In questo contesto i modelli del Gruppo Fca chiudono un mese complesso, con un calo delle immatricolazioni di quasi il 20%, nonostante il buon andamento di Jeep, e una perdita di quote di mercato di oltre 5 punti nel mese.

In linea generale i principali gruppi automobilistici contengono i danni: Volkswagen cresce di oltre 10 punti insieme a Seat, che quasi segna il raddoppio nel mese, mentre Audi registra un calo delle immatricolazioni del 15,5%. Bene i francesi di Peugeot con tutti i principali marchi in crescita a doppia cifra mentre Renault segna il passo e chiude il mese con circa 2mila vetture in meno sul mercato mentre Dacia cresce sebbene su volumi ridotti.

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Il marchio Bmw perde quasi il 10% di immatricolazioni mentre Mercedes, al contrario, migliora di 11 punti rispetto a luglio 2018. Ford cala di quasi 3 punti percentuali. Tra le asiatiche, resta praticamente stabile Hyunday mentre cresce Suzuki. In calo invece le performance del principale brand, Toyota, che perde il 4,9%, con Nissan che perde oltre il 20% nel mese.

Secondo l’ultima previsione del Centro Studi Promotor diretto da Gian Primo quagliano, nel corso del 2019 le immatricolazioni dovrebbero attestarsi a quota un milione e 835mila unità, con un calo del 4% sul 2018 e del 26,4% se confrontato con i volumi ante-crisi del 2007. Una situazione, sottolinea Quagliano, influenzata dal quadro economico ma anche dalla crisi del Diesel, «che sta inducendo molti proprietari di auto a gasolio a rinviarne la sostituzione ormai matura sia perché non esiste sul mercato una soluzione conveniente e versatile come il diesel sia perché le quotazioni dell’usato in calo».

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