auto

Auto, il mercato non riparte, volumi stabili a ottobre ma previsioni negative

L’effetto degli incentivi garantisce immatricolazioni sul livello del 2019 ma le prospettive sono negative - Bene le vendite dei brand Fiat e Jeep

di Filomena Greco

2' di lettura

Non riparte il mercato dell’auto che dopo il +9,5% di settembre fa registrare a ottobre 156.978 immatricolazioni, -0,18% rispetto a un anno fa. Si tratta di un risultato comunque sostenuto dall’onda lunga del piano incentivi messi in campo dal Governo, anche se le prospettive, sottolineano gli operatori, restano molto difficili soprattutto per l’anno in corso. Da inizio anno il calo delle vendite sul mercato italiano – con un parco circolante di quasi 40 milioni di autovetture, tra i più datati d'Europa – è pari al 30% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Gli incentivi alla rottamazione introdotti a partire dall’estate scorsa, fa notare il Centro Studi Promotor, hanno portato le immatricolazioni di agosto quasi sullo stesso livello dell'anno precedente (-0,3%) mentre settembre ha registrato la prima crescita dell'anno (+9,5%). «Le risorse previste – sottolinea Gian Primo Quagliano del Centro Studi Promotor – si sono rivelate inadeguate. In particolare, lo stanziamento per le vetture con emissioni di CO2 tra 91 e 110 gr/km si è esaurito subito, mentre per le auto con emissioni comprese tra 61 a 90 gr/km a fine ottobre erano disponibili soltanto 11,8 milioni di euro».

Loading...

Facile prevedere dunque come, esaurita la spinta sulla famiglia di autovetture maggiormente richieste dal mercato, si andrà incontro agli ultimi due mesi dell’anno in forte contrazione. Per Michele Crisci, presidente dell’Unrae, «la scelta di non rifinanziare i fondi legati alla fascia di CO2 più importante dal punto di vista dei volumi ha immediatamente fermato il mercato. A questo punto è chiarissima la necessità di dare maggiore continuità al sostegno del settore automotive, già a partire dalla prossima Legge di Bilancio». In parallelo, l’industria chiede soluzioni strutturali che accompagnino la transizione tecnologica verso la mobilità a zero emissioni, capaci di coinvolgere tutta la filiera produttiva e commerciale.

In questo contesto spicca il risultato positivo messo a segno dal brand Fiat che guadagna nel mese quasi il 18% in più di immatricolazioni rispetto ad ottobre 2019, stesso discorso per Jeep che cresce nel mese di oltre il 15%. Tra le altre case produttrici, Volkswagen perde circa un quarto dei volumi mentre crescono Mercedes (di oltre l’11% Volvo (+10%) e Bmw (+2,3%). Tra le case francesi, il marchio Renault guadagna il l’8,9% delle immatricolazioni mentre Peugeot cala dell’11,6.

Dall'inchiesta congiunturale sul mercato dell’auto condotta dal Centro Studi Promotor a fine ottobre emerge la forte preoccupazione degli operatori per le prospettive. Il clima di fiducia, dopo aver toccato quota 53,2 in agosto è crollato a 28,1 in ottobre. In settembre l’87% degli interpellati nella rete dei dealer dichiarava di attendersi una domanda stabile o in aumento a tre/quattro mesi, mentre in ottobre il 70% si attende nuovi cali.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti