immatricolazioni

Mercato auto: partenza lenta a gennaio (-5,9%), risale Fca

Fa meglio del mercato invece Fiat Chrysler grazie soprattutto alle immatricolazioni dei modelli Fiat, cresciute nel mese del 5,6%

di Filomena Greco


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2' di lettura

Parte in sordina il mercato auto in Italia. A gennaio le autovetture immatricolate sono state 155.528, in del 5,9% rispetto al 2019, complice anche il calendario, con un giorno lavorativo in meno, e le scelte commerciali fatte da molti operatori a dicembre per spingere i modelli a più alte emissioni. Fa meglio del mercato Fca che chiude il mese con 39.878 immatricolazioni, lo 0,17% in più rispetto a gennaio 2019 e con una quota di mercato risalita dal 24 al 25,64 per cento.

A contribuire al buon andamento del mese per il Lingotto sono stati i modelli Fiat, che hanno venduto il 5,6% in più rispetto a un anno fa mentre Jeep perde quasi 300 unità (-4,25%), così come il marchio Lancia, mentre Alfa Romeo registra un calo del 27,35%. In terreno negativo anche i francesi di Psa con Peugeot in calo del 13,3% e Opel giù del 18,5, bene invece Citroen.

Volkswagen inizia l’anno in Italia confermando i volumi di mercato con una quota che sfiora il 10%, i francesi di Renault registrano un calo delle vendite di quasi il 10% mentre Ford rallenta e vende il 18,5% in meno nel mese. Bene invece i i brand del lusso a cominciare da Audi (+22%), Bmw (+9%), a differenza di Mercedes che cede il 15,3% dei volumi e Volvo che cala del 13,8.

L’inchiesta congiunturale condotta a fine gennaio dal Centro Studi Promotor diretto da Gian Primo Quagliano emerge comunque un peggioramento nella dinamica di acquisizione di ordini a cui si associa però un lieve incremento del numero di visitatori nei concessionari. Per il 60% degli operatori interpellati il mercato nei prossimi tre quattro mesi si manterrà su livelli stabili o in aumento. «Il mercato dell’auto dovrà fare i conti – sottolinea Quagliano – con un quadro economico che è bruscamente peggiorato nell’ultimo trimestre del 2019 e con politiche nazionali non certo favorevoli all’auto». Da un lato il calo del Pil, dunque, dall’altro la frenata della produzione contribuiscono a rendere stagnante il settore degli acquisti di autovetture.

Pesano e peseranno ancor di più sul comparto, in particolare per gli acquisti di auto aziendali – che tra noleggio e acquisti da parte di società vale quasi il 50% del mercato – le scelte del Governo sulla tassazione delle auto concesse in benefit. Per dare slancio in particolare alla vendita di auto elettriche, aggiunge il Centro Studi Promotor, servono nuovi strumenti di sostegno visto che ad esempio gli stanziamenti messi a disposizione sotto foorma di Bonus non sono stati integralmente utilizzati nel 2019 e la quota di full electric sul mercato italiano si è fermata allo 0,5%.

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