immatricolazioni

Auto, mercato in salita in Italia, immatricolazioni a -14%

Stellantis ha una quota di mercato pari quasi al 40% in Italia, all’indomani della fusione. In calo del 21,7% i 14 brand del Gruppo a gennaio

di Filomena Greco

Auto: immatricolazioni Ue ancora giù a novembre -12%, Fca -2,6%

2' di lettura

Resta in salita la ripresa del mercato auto in Italia. A gennaio sono state 134mila le immatricolazioni di nuove autovetture, il 14% in meno rispetto allo stesso periodo del 2020. I due giorni lavorativi in meno nel mese e le limitazioni alla libera circolazione dovute al Covid-19 hanno in parte limitato l’effetto degli ecobonus varati con l’ultima manovra finanziaria. Gli operatori poi rilevano anche un avvio tardivo del portale per la richiesta degli stessi incentivi.

Sull’efficacia delle misure varate dal Governo però non ci sono dubbi: «Il calo sarebbe stato certamente ancora più pesante in assenza del pacchetto di incentivi previsto dall’emendamento bipartisan alla Legge di Bilancio, fortemente sostenuto dai membri della maggioranza» sottolinea l’Unrae a cui fanno capo le aziende automobilistiche straniere.

Loading...

In gennaio la pandemia morde il mercato dell’auto in tutta Europa, aggiunge il Centro Studi Promotor, «con cali che, secondo le prime indicazioni, sono molto pesanti. L’Italia ha registrato un risultato – spiega Gian Primo Quagliano – che va valutato tenendo conto che, al di là del segno meno, è indubbiamente importante perché il confronto si fa con un livello ante-crisi».

In questo contesto di mercato comunque non semplice, i marchi che fanno capo al Gruppo Stellantis fanno peggio del mercato e calano a gennaio del 21,7%, una performance negativa in parte a carico dei brand ex Fca (-23,2%), in parte alle marche ex Psa (-19,6%). Insieme i 14 brand auto consolidano una quota di mercato del 39,2% contro il 43,1 di un anno fa, dunque leader indiscussi sulla piazza italiana.

Tra le altre case automobilistiche, fanno bene i brand lusso, con Mercedes che cresce del 12,1%, Audi del 3,4% e Bmw dell’1,8%. Fiat e Volkswagen, i primi due brand sul mercato, hanno segnato una contrazione delle vendite superiore al 20% mentre Toyota, che sfiora il 5% della quota di mercato, cresce del 18%, Suzuki del 21%, tra le poche eccezioni su un mercato in retromarcia.

Il sostegno degli incentivi

L’avvio degli incentivi sta fornendo grande sostegno al comparto, con un successo per le richieste di rottamazione sulla fascia da 61 a 135 g/km, sottolinea Unrae. Sicuramente un risultato importante dal punto di vista della sostenibilità ambientale anche se la disponibilità di fondi rischia di esaurirsi già nel primo trimestre.

Secondo le stime fatte da Promotor, dei 250 milioni di euro stanziati per questa categoria di autovetture – in cui rientrano le Euro6 a trazione tradizionale – 73 milioni sono già stati prenotati dal 18 gennaio alla fine del mese scorso, mentre lo stanziamento per le vetture con emissioni di CO2 da 0 a 60 gr/km dovrebbe essere sufficiente per tutto il 2021.

A inizio anno le stime degli operatori sono moderatamente positive: Unrae parla di oltre un milione e mezzo di immatricolazioni attese, il +12% rispetto al 2020, anno da dimenticare per il settore, che però se confrontato con il 2019, prima della crisi pandemica, potrebbe scontare un gap pari al 19% delle vendite.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti