Automotive

Auto: nessun rimbalzo in Europa nel 2021, il mercato perde 4 milioni di unità sul 2019

Negativo il quadro delle immatricolazioni, vendite in calo anche rispetto al 2020. Restano le incertezze della pandemia e la carenza di semiconduttori

di Filomena Greco

(Getty Images via AFP)

2' di lettura

Un anno da dimenticare il 2021 per il mercato dell’auto europeo, che perde il 25,5% di immatricolazioni rispetto al 2019. Un quarto del mercato dunque, pari a circa 4 milioni di autovetture, è andato in fumo complice le incertezze della pandemia e la crisi dei semiconduttori. I dati diffusi dall’Acea su Europa Occidentale più Regno Unito e area Efta rivelano un quadro molto negativo. L’anno scorso sono state immatricolate 11 milioni e 775mila autovetture in calo dell’1,5% sul 2020 – anno caratterizzato da pandemia e lockdown – e contro i 15,8 milioni di autovetture vendite nel 2019, periodo precedente alla pandemia.

L’impatto della pandemia

L'impatto del coronavirus sul mercato dell'auto dell'Europa Occidentale è stato devastante sottolinea il Centro Studi Promotor diretto da Gian Primo Quagliahe sottolinea «dopo il crollo del 2020 in cui la pandemia aveva prodotto lockdown molto pesanti, nel 2021 non vi è stato nessun recupero, anzi, le immatricolazioni hanno fatto registrare un nuovo calo». Il mancato recupero del 2021 è dovuto in parte alle difficoltà di reperimento di componenti come i microchip, con fermate produttive in molte le fabbriche europee.

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«La crisi ha colpito tutti i mercati nazionali dell'area che nel 2021, rispetto al 2019, sono in calo con la sola eccezione di quelli, molto piccoli, di Islanda e Norvegia» rileva il Centro Studi. Nè tantomeno fanno eccezione i cinque major market – Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Spagna – che assorbono il 70% delle immatricolazioni europee. Il risultato peggiore lo ha fatto registrare laSpagna che nel 2021 rispetto al 2019 accusa un calo del 31,7%, seguita da Regno Unito (-28,7%), Germania (-27,3%), Francia (-25,1%) e Italia (-23,9%).

Le case automobilistiche

Tra i carmaker europei è il Gruppo Renault a chiudere l’anno, il 2021, nella maniera più deludente. I francesi perdono infatti il 10% delle immatricolazioni a confronto con il 2020, anno già molto fiacco a causa del covid. In terreno negativo sull’anno precedente però anche Volkswagen (-3,7%, con Porche e Seat che però crescono intorno al 6%) e Stelllantis (-1,6%). Jeep e Lancia sono i brand che fanno meglio in termini di vendite nel 2021 mentre Alfa Romeo, in attesa di un piano di rilancio che ampli la gamma, perde quasi il 30% dei volumi nell’area.

Il 2021 è invece un anno di recupero per Hyundai, che cresce di oltre il 20%. Buone anche le performance di Toyota (+9,6%). Tra i brand del lusso tengono il Gruppo Bmw, che immatricola qualche centinaio di autovetture in più rispetto al 2020, e Volvo (+1,1% sul 2020) mentre Daimler, a causa delle cattive performance di Mercedes, cede nell’anno oltre il 10% dei volumi. Ford sprofonda in fondo alla classifica per quote di mercato (dal 4,7 al 3,7) e perde quasi il 20% delle immatricolazioni.

Le prospettive

Per quanto riguarda le prospettive, secondo Quagliano resteranno negative per tutto il 2022 «perché la pandemia morde più di quello che si pensasse e perché la crisi dei microchip sembra destinata a non trovare soluzioni in tempi brevi».

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