EMENDAMENTI AL DECRETO RILANCIO

Auto, non solo rottamazione: proposto anche stop all’eco-tassa

In Parlamento proposte di modifiche del Dl rilancio a tutto campo sull’auto: proposta anche la sospensone dell’eco tassa per il 2020

di Carmine Fotina

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In Parlamento proposte di modifiche del Dl rilancio a tutto campo sull’auto: proposta anche la sospensone dell’eco tassa per il 2020


4' di lettura

Prima il filtro delle inammissibilità, con relativa possibilità di ricorsi, poi quello delle proposte “segnalate” dai gruppi parlamentari. Per il fitto pacchetto di emendamenti sul settore dell’automotive tra lunedì 8 e martedì 9 giugno arriveranno indicazioni importanti sulla possibilità di un’approvazione da parte della commissione Bilancio della Camera impegnata nella prima lettura del “decreto rilancio”.

Intanto, sfogliando i faldoni delle proposte depositate emerge un ventaglio di modifiche amplissimo, dalla rottamazione estesa a modelli a benzina e diesel Euro6 allo stop fino al 31 dicembre 2020 del “malus”, l’imposta sui veicoli più inquinanti. E non mancano convergenze tra maggioranza e opposizione.

Sospensione del “malus”

Sospendere, fino al 31 dicembre 2020, l’applicazione del controverso “malus” per le auto più inquinanti previsto dalla legge di bilancio 2019. Lo prevedono diversi emendamenti, di Cinque Stelle (Lovecchio), Italia Viva (prima firmataria Moretto), Lega (Frassini), Forza Italia (Labriola e Gelmini), Noi con l’Italia- gruppo Misto (Maurizio Lupi). L’eco-tassa attualmente è graduata per livello di emissioni di CO2 e varia tra 1.100 e 2.500 euro.

Il duello sulla rottamazione

Il Movimento Cinque Stelle punta a rifinanziare gli attuali incentivi per le auto elettriche e ibride «plug-in», ampliando la platea dei modelli ammissibili. Ma si oppone all’ipotesi di incentivi estesi a benzina e diesel e mirati a smaltire lo stock delle auto giù prodotte e ferme nei piazzali dei concessionari. Con un emendamento a prima firma Gianluca Benamati del Pd, cofirmato da colleghi deputati Dem (Nardi, Rotta, Fragomeli, Gariglio, Bonomi, Lacarra, Manca, Zardini, De Filippo, Fassino, Soverini, Dal Moro, Buratti), di Italia Viva (Moretto, Fregolent, Mor) e Leu (Epifani) , è invece in pista una nuova rottamazione: da luglio fino al termine del 2020 contributo statale di 2mila euro, a condizione che sia almeno raddoppiato dal concessionario, per vetture anche benzina e diesel, purché Euro 6, con emissioni di CO2 superiori a 61 g/km, a fronte di rottamazione di auto con oltre 10 anni di età (senza rottamazione si scende a mille euro da raddoppiare da parte del venditore). Nel 2021 il meccanismo si farebbe meno generoso, ponendo un tetto massimo di emissioni a 95 g/km e contributo statale che scende a mille euro con rottamazione e 500 euro senza (sempre con raddoppio del concessionario). Costo stimato dai proponenti: 200 milioni nel 2020 e 50 milioni nel 2021.

Lo stesso emendamento propone che le persone fisiche che, tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2020, rottamano un’auto usata Euro 0,1,2 o 3 con un’altra vettura usata che sia almeno Euro 5 siano esentate dal pagamento degli oneri fiscali sul passaggio di proprietà.

I grillini non cedono sull’elettrico

I Cinque Stelle puntano invece su un rafforzamento dell’attuale bonus destinato ad auto elettriche e ibride plug-in, creando una nuova fascia di modelli incentivabili (tra 61 e 95 g/km di CO2) con contributo di 2mila euro se si rottama un veicolo tra Euro 0 e Euro 4 e di mille euro senza rottamazione. Anche Italia Viva ha presentato un emendamento in tal senso. L’attuale incentivo, secondo questo schema, andrebbe rifinanziato ulteriormente rispetto a quanto già fatto nel Dl rilancio arrivato in Parlamento: con altri 150 milioni per il 2020 (rispetto a 100 stanziati) e altri 370 milioni per il 2021 (rispetto a 200). Di conseguenza le nuove tabelle degli eco-incentivi, se queste proposte andassero avanti, sarebbero le seguenti: per chi rottama 6mila euro di contributo per l’acquisto di un’auto nella fascia 0-20 g/Km di CO2, 4mila tra 21 e 60 e 2mila tra 61 e 95. In assenza di rottamazione, i contributi scenderebbero rispettivamente a a 4mila, 2,500 e mille euro.

Da un’altra forza di maggioranza, ovvero Leu, giunge poi la richiesta di incrementare con 25 milioni in due anni il fondo per le due ruote, con estensione a tricicli e quadricicli, e con ammissione per la rottamazione anche di veicoli Euro3.

La posizione del Mise e l’ipotesi noleggio a lungo termine

Complicata la posizione del ministero dello Sviluppo economico. Il titolare, Stefano Patuanelli, esponente di spicco proprio dei Cinque Stelle, è consapevole della crisi del mercato e riceve quotidiane sollecitazioni dall’industria e dall’indotto dell’automotive. Dai parlamentari del suo Movimento, tuttavia, almeno al momento, su benzina e diesel non sono arrivate aperture. In una recente informativa alla Camera, Patuanelli ha ribadito l’importanza di proseguire con le agevolazioni alla trazione elettrica, anche se, ha aggiunto, «potrebbero accompagnarsi aggiornamenti di incentivazione rispetto, ad esempio, al noleggio a lungo termine, che ha un grande appeal nel nostro Paese, anche per smaltire il parco a piazzale prodotto in questi mesi».

Le proposte dell’opposizione

Gli emendamenti di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia vanno in ordine sparso appoggiando sia il rifinanziamento del bonus per l’elettrico sia la rottamazione estesa a motori benzina e diesel Euro 6, finalizzata allo smaltimento dello stock di invenduto.
Ma c’è anche convergenza tra Fratelli d’Italia (emendamento Montaruli, Trancassini, Lucaselli) e una forza di maggioranza, Italia Viva (con la proposta di Marco Di Maio), sull’innalzamento della detraibilità Iva delle spese relative alle autovetture per imprenditori e lavoratori autonomi, dal 40 al 100%.

Fdi punta anche al rafforzamento del credito di imposta per i veicoli commerciali e industriali (che ha sostituito il superammortamento fiscale). L’idea sarebbe raddoppiare sia l’aliquota, dal 6 al 12%, sia il limite di spesa incentivabile, da 2 a 4 milioni.

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