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Auto senza guidatore, supercomputer, tirocini per il lavoro digitale: firmati accordi Ue

di Carmine Fotina

3' di lettura

Lavoro digitale, mobilità senza guidatore, supercalcolatori, coordinamento di Industria 4.0. Dal Digital Day 2017 organizzato a Roma emergono quattro linee di sviluppo per un’Europa più moderna, che provi non perdersi in particolarismi nazionali e al tempo stesso si confronti con piattaforme di sviluppo già ambiziose come quelle di Stati Uniti e Cina.

Lavoro «digitale»

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La Commissione europea ha annunciato un progetto pilota per fornire competenze nel campo digitale a 5-6mila laureati tra il 2018 e il 2020. Si tratta di tirocini pagati del periodo di 4-5 mesi che saranno aperti a studenti di tutte le facoltà. Il primo programma di «internship» potrebbe partire con un rimborso di 500 euro al mese. I tirocini si concentreranno su competenze tecnologiche come cybersecurity, intelligenza artificiale, tecnologia quantistica, megadati e aree più generiche come web design, marketing digitale e sviluppo software.
La Commissione calcola che entro il 2020 ci saranno almeno 500mila posti di lavoro da colmare tra professionisti dell’Ict. C’è un problema serio di inadeguatezza delle competenze che se non affrontato finirebbe per aggravare le preoccupazioni che già esistono sul possibile impatto che l’automazione digitale eserciterà sull’industria e sulla perdita di posti tradizionali. Si calcola che più della metà degli specialisti Ict lavora oggi in settori differenti. Ma il divario tra domanda e offerta ha dimensioni eloquenti se si pensa che il 40% delle imprese - soprattutto le Pmi - ha bisogno di specialisti Ict e trova difficoltà a reperirli.
Il tema inizia a entrare anche nell’agenda del governo italiano. Ne hanno parlato a margine della giornata romana il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. Calenda ha annunciato che sul lavoro digitale insieme al Miur si studieranno nuovi protocolli per istituti tecnici ad hoc.

Veicoli senza guidatore

La presentazione delle linee guida della Ue sul digitale è stata affidata ai commissari Andrus Ansip (Mercato unico digitale) e Gunther Oettinger (Bilancio e risorse umane). Il coordinamento tecnico dell’iniziativa è stato di Roberto Viola, direttore generale della Dg Connect. I progetti industriali del governo italiano sono stati illustrati da Stefano Firpo, Dg Competitività del ministero dello Sviluppo. I lavori hanno portato alla firma della prima alleanza tra Stati per la sperimentazione e lo sviluppo della mobilità basata sulle auto senza guidatore, un asse politico dopo quello industriale siglato alla fine dello scorso anno tra le grandi imprese dell’automotive e quello delle telecomunicazioni. La lettera d'intenti sulla smart mobility prevede prime prove di veicoli senza guidatori, inclusi camion, su assi stradali transfrontalieri. L'obiettivo è trovare una base comune per armonizzare l'acesso ai dati, la regolamentazione in materia di responsabilità, la tecnologia e lo spettro radio per la connettività. «I benefici per la sicurezza potrebbero essere enormi: il 90% di tutti gli incidenti di auto oggi sono causati da errori umani» dice Roberto Viola.


Accordo a sette per rete di supercomputer

È stato anche formalizzato un accordo a sette - tra Italia, Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Lussemburgo, Olanda - per lo sviluppo congiunto di una rete europea di supercomputer accessibili in cloud, un progetto che i firmatari paragonano per potenziale impatto all’Airbus degli anni ’90 o al Galileo degli anni 2000. Allo studio c'è un'infrastruttura unica basata sui supercalcolatori per l'utilizzo e l'analisi in tempo reale dei big data, un progetto che dovrebbe ridurre il divario che in questo campo l'Europa ha accumulato rispetto a Usa e Cina. Cinque miliardi di euro di fondi europei, nell'ambito dell'European connecting facility, saranno messi a disposizione del progetto. Gli effetti sulla vita reale possono essere notevoli, dall'evoluzione della diagnostica sanitaria all'efficientamento dell'utilizzo dell'energia elettrica alla distribuzione intelligente delle risorse nelle smart city. Fino alla stessa auto senza guidatore, il cui successo sarà in buona parte legato proprio dallo sviluppo e l’analisi dei bigi data. Senza contare le implicazioni in termini di sicurezza nella gestione dei dati.
Il piano è avere entro il 2022 “exascale computer” (macchine capaci di eseguire miliardi di miliardi di calcoli al secondo) basati su tecnologia europea tra i primi 3 al mondo.

Piattaforma Industria 4.0
Accordo anche per mettere in sinergia le singole piattaforme nazionali per Industria 4.0. Politiche di incentivazione degli investimenti privati, regolamentazione, standard: c’è un ampio terreno comune per i vari Stati membri. Questo progetto di coordinamento dovrà tenere conto anche dell’uso dei fondi comunitari, 5 miliardi a valere su Horizon 2020 per iniziative di ricerca e sviluppo collegabili a Industria 4.0. Progressivamente, tra Stati già partiti e Stati che si stanno attrezzando, si arriverà a una piattaforma di oltre 20 Paesi: Italia, Austria, Belgio, Repubblica ceca, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia , Bulgaria, Croazia, Finlandia, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Regno Unito.

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