Borgo 4.0

Auto senza pilota, Campania pronta per la sperimentazione

Al via il progetto di piattaforma tecnologica finanziato dalla Regione con 50 milioni di fondi Ue. Il consorzio guidato da Anfia, che ha risposto al bando, punta su Lioni sede della smart city

di Vera Viola

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Il piano della regione punta alla sperimentazione di auto senza guidatore su strada, in ambiente reale

Al via il progetto di piattaforma tecnologica finanziato dalla Regione con 50 milioni di fondi Ue. Il consorzio guidato da Anfia, che ha risposto al bando, punta su Lioni sede della smart city


4' di lettura

Immaginiamo un borgo, un intero comune, tra le province di Avellino e Benevento, con circa 5mila abitanti, localizzato ad almeno 700 metri sul livello del mare, e immaginiamo che sia percorso da auto non inquinanti o senza guidatore. È qui che vuole concentrare la ricerca e la sperimentazione dell’auto del futuro con un programma, al momento unico in Italia, la Regione Campania. Dopo aver stanziato 50 milioni, dopo aver individuato con manifestazione d’interesseuna serie di piccoli centri adatti a essere sedi della sperimentazione, definiti perciò“living labs”, la Regione ha indetto un avviso pubblico per selezionare i soggetti e il progetto più convincenti. È stata presentata una proposta progettuale: è quella di Anfia, capofila di un ampio partenariato. È in corso la valutazione.

Il piano, come si diceva, è unico nel suo genere. Altre regioni italiane – Emilia Romagna, Piemonte, Trentino – hanno voluto scommettere sullo studio della mobilità sostenibile e dell’automobile a guida autonoma: la Campania, a differenza delle altre, ha una dote cospicua di fondi europei pari appunto a 50 milioni del Por Fesr 2014-2020 (48 per la ricerca e 2 per agenda digitale), ed è l’unico ente che punta alla sperimentazione, non su una pista a circuito chiuso, ma su strada, in ambiente reale.

«Mobilità sostenibile e sicura» – il titolo del programma che si collega all’attuale dibattito a livello europeo e si connette con il tema delle smart cities – fa perno sulla costruzione di una piattaforma tecnologica che dovrà consentire ricerca e sperimentazione al fine di costruire auto sempre meno impattanti e più autonome. «Ciò significa – spiega l’assessore regionale all’Innovazione Valeria Fascione – puntare su materiali riciclabili e riciclati, in ogni caso meno pesanti, su una alimentazione meno inquinante. E poi significa adottare tecnologie 4.0. Insomma, sull’auto del futuro convergono le innovazioni adottate e da adottare in numerosi settori».«Stiamo per realizzare – sottolinea il presidente della Regione Vincenzo De Luca – un vero e proprio gioiello tecnologico, uno straordinario sistema evoluto di smart road in grado di interagire con i prototipi di veicoli connessi ed autonomi, per sperimentare nuovi approcci per il trasporto e la logistica del futuro. Un vero e proprio “laboratorio vivente” che convincerà altre aziende ad investire nella nostra Regione».

Nella regione il comparto dell’auto conta numerose e importanti presenze, sopratutto nella produzione di componenti. Così come è settore tra quelli più importanti e in crescita l’Ict . Entrambi sono oggi in interessante sintonia con istituti di ricerca e università.

E ancora, il primo passo che gli affidatari del programma regionale dovranno compiere è l’infrastrutturazione del luogo prescelto come sede della piattaforma: a partire dalla banda larga, rete 5G per connessioni veloci, sistemi di rilievo e monitoraggio in tempo reale, sistemi V2I e V2X che consentono al veicolo di dialogare con l’ambiente circostante. Insomma, il comune campano – tra quelli selezionati che sono collocati nelle aree interne delle province di Avellino e Benevento – dovrà diventare una smart city modello.

È un aspetto non secondario l’intervento sul territorio. L’iniziativa regionale – partita con una manifestazione di interesse che ha raccolto 30 candidature di comuni aspiranti living labs, 25 delle quali risultate idonee – punta anche, con ricerca e tecnologie, a dare risposta a un altro grave problema di alcune aree interne del Sud: la desertificazione. In altre parole, il comune che sarà prescelto diventerà terreno di sperimentazione anche sotto il profilo sociale, poiché si proverà a renderlo attrattivo, nella speranza che possano farvi ritorno cittadini un tempo emigrati oppure che possa ospitare nuovi giovani residenti.

«Sia chiaro – avverte Fascione – avremo una piattaforma aperta e a disposizione non solo del partenariato che si aggiudicherà la realizzazione e la gestione, ma anche ad altri soggetti che vogliano portarvi le proprie ricerche e sperimentazioni. Pensiamo a una piattaforma abilitante che dovrà nel tempo continuare a produrre innovazioni». Per l’assessore, infine, anche sotto l’aspetto della promozione: sarà compito del nuovo polo di ricerca promuovere ed educare a stili di vita più sostenibili.

All’avviso pubblico ha risposto un unico consorzio che coinvolge un ampio partenariato con capofila Anfia, l’associazione nazionale della filiera dei componenti di auto. Con questa altri 55 soggetti, tra imprese (10 grandi e 44 piccole), due centri di ricerca che riuniscono cinque università campane e il Cnr. Tra le grandi imprese a esempio sono presenti Fca, StMicroelectronics, Ericsson, Seri, Adler e altre.

«Parliamo di un progetto che ci ha affascinato molto – dice Paolo Scudieri, presidente di Anfia – nel borgo di Lioni in Irpinia, puntiamo a riportare abitanti e nuove tecnologie. Insomma, proprio in uno di quei luoghi che hanno sofferto per una forte emigrazione rimanendo arretrati e depressi, si potrà, con la modernità, rimettere al centro l’uomo e avviare un nuovo rinascimento. Penso che potrà essere sede anche di iniziative culturali, arte, musica e infine recupero degli antichi mestieri».

Oltre agli investimenti pubblici da destinare per lo più alle infrastrutture, sarà necessario un cofinanziamento privato, quantificato in circa 26milioni.

Intanto, in questi giorni gli uffici regionali stanno valutando il progetto proposto: prima la valutazione dei requisiti, successivamente si passerà a un esame tecnico. «In un paio di mesi al massimo – rassicura Valeria Fascione – si concluderà la prima fase lasciando il progetto nelle mani di una commissione di esperti».

«Noi siamo pronti a partire – conclude Scudieri – non appena la Regione avrà completato tutte le sue valutazioni e fatto le scelte necessarie». Imprese e università hanno messo a punto per una unica piattaforma tecnologica quattro progetti infrastrutturali, sei di ricerca e sviluppo, sei progetti di innovazione e sperimentazione. Anche il Comune di Lioni si sta dando da fare nel predisporre progetti e procedure.

Immaginate, insomma, tra un paio di anni, potrebbe esserci in Campania un borgo 4.0.

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