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Auto, a settembre immatricolazioni in crescita dell’1,1% in Europa. Fca +11,8%

Bene Volkswagen e Fca. Da inizio anno il calo dei volumi sfiora il 30%, pari a 3,5 milioni di autovetture in meno rispetto al 2019

di Filomena Greco

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Bene Volkswagen e Fca. Da inizio anno il calo dei volumi sfiora il 30%, pari a 3,5 milioni di autovetture in meno rispetto al 2019


3' di lettura

Primo recupero per il mercato europeo dell’auto dopo la lunga fase di crisi innescata dalla pandemia da Covid-19. Nel mese di ottobre le immatricolazioni nell’area Ue, con annessa Gran Bretagna e area Efta, raggiungono quota un milione e 300.048, con un aumento dell’1,1% come rileva l’Acea. Un recupero determinato dai risultati di Germania (+8,4%) e Italia (+9,5%) che deve comunque fare i conti con una perdita di volumi pari al 29,3% da inizio anno, l’equivalente di tre milioni e mezzo di autovetture in meno.

La crescita è certamente modesta, rileva il Centro Studi Promotor guidato da Gian Primo Quagliano, «ma è significativa perché potrebbe rappresentare l'inizio dell'inversione di tendenza dopo il disastroso impatto della vicenda coronavirus sulle vendite dei primi otto mesi dell’anno». A determinare il rimbalzo di mercato il mese scorso sono stati soprattutto gli incentivi adottati su numerosi mercati, che hanno spinto soprattutto le vendite di vetture “alla spina”, elettriche e ibride plug-in.

Tra i produttori europei, sono Volkswagen e Fiat Chrysler i gruppi a registrare le performance migliori: i tedeschi registrano un aumento delle immatricolazioni del 14,1%, con Audi che cresce di oltre il 40% e Skoda del 16; Fca segna a ottobre un +11,8%, con Jeep che cresce di oltre il 24%. Male Psa (-14,1%) ad eccezione del marchio Peugeot, bene invece Renault (+8,3%) grazie alla spinta delle vendite del brand Dacia. Fanno ancora un passo indietro i gruppi del lusso, Bmw, -11,9%, e Daimler (-7,7%), con la famiglia Smart che perde quasi il 50% dei volumi.

Il consuntivo dei primi nove mesi dell'anno chiude dunque con tre milioni e 549.481autovetture immatricolate in meno rispetto allo stesso periodo del 2019, per gli operatori non ci sono le condizioni di un recupero nell’ultimo trimestre dell’anno. «Per una ripresa significativa del mercato dell'auto, in quel che resta del 2020 e soprattutto nel 2021, sono necessarie tre condizioni – sottolinea Gian Primo Quagliano - e cioè che i governi varino politiche di sostegno al settore dell'auto più incisive di quelle fin qui adottate, che non vi siano nei prossimi mesi nuove fermate dell'attività produttiva e che i primi segnali di ripresa dell'economia, dopo il crollo della prima parte del 2020, si consolidino».

Nel primo semestre dell’anno, come evidenzia l’elaborazione di Anfia su dati Acea, il calo dei volumi ha interessato sia le auto diesel (meno 1,2 milioni) sia le autovetture alimentate a benzina (meno 2,23 milioni), con un aumento per le auto ad alimentazione alternativa pari a 169mila unità. Le ricaricabili in particolare – elettriche e plug in – fanno segnare nel primo semestre dell’anno un aumento aumenta del 61,5% mentre i volumi delle ibride mild-full aumentano del 15,7%. Da gennaio a giugno 2020, quasi 1 consumatore su 5 ha scelto un modello a trazione alternativa.

In questo quadro, la situazione dei cinque maggiori mercati in Europa resta pesante, con una contrazioni da inizio anno del 25,5% per la Germania, del 28,9% perla Francia, del 33,2% per il Regno Unito, del 34,2% per l'Italia e del 38,3% per la Spagna. Secondo Andrea Cardinali, direttore generale dell’Unrae, associazione a cui aderiscono le case produttrici straniere, «a fine anno il mercato europeo non si dovrebbe allontanare troppo dalle stime formulate a fine giugno dall'Acea, che prevedevano la perdita di almeno un quarto dei volumi».

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