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Auto, spunta il bonus fino a 3.500 euro per la conversione in elettrica

Tra gli emendamenti al Dl agosto anche contributi per l’acquisto di veicoli commerciali

di Carmine Fotina

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3' di lettura

Gli incentivi per la transizione verso le auto meno inquinanti potrebbero avere una variante in più. Almeno, questo è quanto propone il Movimento Cinque Stelle con un emendamento presentato al decreto agosto attualmente all’esame della commissione Bilancio del Senato. Altri emendamenti, in questo caso presentati sullo stesso tema anche da Pd e Lega, puntano a introdurre agevolazioni per i veicoli commerciali. In tutti questi casi si tratta di emendamenti “segnalati”, che cioè i gruppi parlamentari hanno indicato come prioritari perché vengano messi al voto. Anche se non dovessero essere approvati, comunque, sono un’indicazione precisa di orientamenti politici che potrebbero concretizzarsi più avanti, ad esempio con la prossima legge di bilancio.

Auto elettriche: il bonus per il retrofit
Un emendamento che ha come primo firmatario Daniele Pesco, Cinque Stelle, presidente della stessa commissione Bilancio, prevede un bonus fino a 3.500 euro per chi sceglie di fare montare sistemi di riqualificazione elettrica e quindi di convertire il proprio veicolo a motore termico. Si tratterebbe di una misura sperimentale valida per chi omologa in Italia un veicolo entro il 31 dicembre 2021. L’incentivo, che riguarda sia le auto sia i veicoli commerciali leggeri, sarebbe riconosciuto nella misura del 60% del costo di riqualificazione e a questo contributo si aggiungerebbe quello pari al 60% delle spese per l'imposta di bollo per l'iscrizione al Pra. La trasformazione del veicolo dovrebbe avvenire sulla base del decreto del ministero delle Infrastrutture e Trasporti 219 del 2015, il cosiddetto “decreto retrofit”, che specifica le caratteristiche del kit necessario per la riqualificazione a norma.

Sui veicoli commerciali partiti divisi
Arrivano poi da Cinque Stelle, Pd e Lega emendamenti per aprire gli eco-incentivi anche ai veicoli commerciali leggeri (con massa fino a 3,5 tonnellate) e agli autoveicoli ad uso speciale M1 (autocaravan, autoambulanze, auto blindate, auto funebri), ma le ricette sono diverse. E ancora una volta, come già accaduto nella fase iniziale di elaborazione dei bonus per le auto, si rischia lo scontro. I pentastellati sono per una scelta più rigorosa a favore dell’elettrificato, i loro alleati del Pd invece su questo tema sembrano allineati al principale partito d’opposizione, la Lega, per chiedere di includere anche i motori tradizionali seppure con benefici economici più bassi. Vediamo nel dettaglio le proposte.

La proposta di Pd e Lega
Gli emendamenti del Pd (firmatari Ferrari, Nannicini, Collina, Giacobbe) e della Lega (Campari, Ferrero, Rivolta, Tosato, Faggi, Zuliani) sono praticamente identici. Si prevede la prenotazione fino al 31 dicembre 2020 e l’immatricolazione fino al 30 giugno 2021, con un contributo differenziato in base alla massa totale a terra del veicolo, all’alimentazione ed all’eventuale rottamazione di un veicolo della medesima categoria fino ad Euro 4/IV. Nel caso di veicoli esclusivamente elettrici il bonus è più alto e va da un minimo di 4mila euro a un massimo di 10mila euro con rottamazione. Per le altre tipologie di alimentazione si va da un minimo di 1.500 euro a un massimo di 5.500 con rottamazione. La dote prevista sarebbe in totale di 40 milioni, da prelevare riducendo in maniera corrispondente il fondo da 90 milioni, fortemente voluto dal ministero dello Sviluppo a trazione M5S, che nel decreto è previsto per favorire l’installazione di colonnine per la ricarica elettrica.

Le proposte Cinque Stelle
Come detto, il Movimento Cinque Stelle punta invece a un perimetro ristretto ai modelli elettrificati. Con due differenti emendamenti. Il primo (firmatari Girotto, Fenu, Anastasi, Di Girolamo, Puglia, L'Abbate), per immatricolazioni previste fino al 31 dicembre, prevede un tetto relativo al prezzo di listino che non dovrebbe superare 50mila euro Iva esclusa. E c’è un limite di emissioni, stabilito in 90 grammi di Co2 per km (ci sarebbe due fasce: 0-30 e 31-90). Incentivo massimo di 6mila euro con rottamazione di un veicolo della medesima categoria compreso tra le classi Euro 0 e Euro 4 e minimo di 1.500 euro senza rottamazione.

Sempre dai Cinque Stelle (firmatari Anastasi, Puglia, Gallicchio, Presutto) giunge una proposta che fa genericamente riferimento alla tipologia di alimentazione ammissibile al contributo (ibrido, Metano, GPL, elettrico, idrogeno) e differenzia i contributi in base all’eventuale rottamazione e alla massa del veicoli (fino a 2 tonnellate, da 2 e fino a 3,2, da 3,3 a 3,5). Tuttavia, nel fissare una dotazione di 70 milioni, si stabilisce che il 30% quindi 21 milioni sono vincolati a contributi per veicoli con emissioni fino a 50g di CO2/km e che, nel caso di acquisto di un veicolo con emissioni sotto tale soglia, il bonus viene raddoppiato.

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