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Auto usate: il business ora è tutto nei servizi

di Pier Luigi Del Viscovo

(Adobe Stock)

2' di lettura

Prima del Covid, per due italiani che compravano un’auto nuova ce n’erano tre che ne acquistavano una usata. Lo scorso anno e nei primi mesi di questo, il rapporto è sceso a 1:2, ogni due macchine nuove se ne vendono quattro usate. È quello che anni fa da queste pagine battezzammo “effetto Cuba”. Se l’industria allontana le auto nuove dalla portata dei cittadini, questi si rivolgono all’usato.

Inoltre, il fenomeno è favorito anche dall’elevata qualità raggiunta dal prodotto in questo secolo, tanto che ha poco senso definire vecchie le auto con dieci o quindici anni di vita, almeno per gli italiani. Nel 2010 solo un usato su quattro aveva più di dieci anni, ossia era del secolo scorso. Oggi siamo a uno su due e molte sono vetture costruite in questo secolo.

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Altra caratteristica rilevante è che questo mercato è frequentato solo da acquirenti privati. Le imprese non acquistano auto usate, ma le vendono, con una quota che però è meno della metà della torta. L’altra metà è fatta di scambi privato-privato.

Questo, dunque, significa che esiste un grande e rilevante spazio per gli operatori professionali, soprattutto da quando questi prodotti non stanno nei mercatini di città ma su piattaforme online sovranazionali, per cui la vettura adatta si trova magari a centinaia di chilometri di distanza. Uno studio condotto da CarNext, società di LeasePlan specializzata nella vendita dell’usato, conferma assolutamente l’orientamento dei consumatori ad acquistare su piattaforme online, ma con significativi paletti.

Il sito deve essere certificato, come deve esserlo a sua volta l’operatore che vende, e il veicolo affidabile e revisionato, quasi come se si acquistasse un’auto nuova. Inoltre, considerano prioritarie la sicurezza nel pagamento e la durata della garanzia.

Infine, è fondamentale la possibilità di permuta del veicolo attuale. Da queste indicazioni emergono due opportunità di offerta. Da un lato, il ruolo dell’operatore locale, tipicamente il dealer, che si faccia carico di assorbire la permuta, a prescindere dalla vendita contestuale di un’altra vettura, o almeno di gestirne la vendita per conto del cliente. Non solo, potrà offrirsi anche di aiutare il cliente ad orientarsi sulle piattaforme, per la scelta e la valutazione dell’auto da comprare, dei venditori e dei servizi accessori, siano documentali, finanziari o logistici. Dall’altro, lo status del veicolo usato dovrà sempre più essere corredato da una certificazione riconosciuta a livello internazionale, attraverso un bollino simile a quello offerto da Dekra, leader nelle revisioni e nelle perizie, a cui legare anche le garanzie sulla meccanica e altre coperture.

In conclusione, quello dell’automobile usata è sì il business dei prossimi anni, ma non tanto per la compravendita del “ferro” quanto per tutti i profittevoli servizi che genera.

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