IMMATRICOLAZIONI

Auto, vendite in Italia ancora in discesa a novembre

di Filomena Greco


Con l’auto elettrica più mobilità con meno risorse

2' di lettura

Nuova battuta d'arresto per il mercato auto in Italia. Nel mese di novembre le immatricolazioni sono calate del 6,3 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. In totale le nuove autovetture sono state 146.991, un dato che si affianca, fa notare il Centro Studi Promotor, al calo dell'indice di fiducia dei consumatori, sceso a novembre a quota 114,8 da 116,6 registrato a ottobre, e al rallentamento dell'economia, con il prodotto interno lordo che nel terzo trimestre di quest'anno ha virato in terreno negativo. L'ultima inchiesta congiunturale mensile del Centro Studi Promotor ha inoltre evidenziato come proprio il quadro economico generale venga considerato il maggior fattore di freno delle vendite di automobili.

Da inizio anno le auto nuove immatricolate sono state un milione e 785mila, in calo del 3,5% rispetto a un anno fa, un dato che allontana per quest'anno la soglia delle due milioni di auto nuove vendute in Italia nel corso dell'anno. Si configura dunque un rallentamento sul mercato che registra comunque performance diverse da parte delle diverse case produttrici. Per il gruppo Fca, cresce Jeep, di oltre il 30 per cento, mentre prosegue la contrazione del marchio Fiat, calato del 15 per cento nel mese e di quasi il 20 per cento nel periodo. Si raffreddano anche le prestazioni di Alfa Romeo che nel corso del mese ha di fatto dimezzato le vendite, da 4mila a 1.800, con un risultato annuo in calo del 2,99 per cento. In calo anche se in maniera più lieve anche i brand del lusso, Audi, BMW e Mercedes. Fa bene Volkswagen che vende nel mese l'11,8 per cento in più e migliora di oltre l'11 per cento da iniziò anno. Bene le casa francese Peugeot che cresce del 3,4 mentre Renault perde oltre il 30 per cento delle vendite nel mese.

In una situazione di mercato in rallentamento, Gian Primo Quagliano del Centro Studi Promotor insiste sulla necessità di un sistema di incentivi in grado di sostenere la domanda, l'idea è di focalizzarsi sulla rottamazione a costo zero per gli automobilisti che “vedono le loro vetture fermate dall'adozione di misure anti inquinamento. La nostra proposta - spiega - e' costruita sulla falsariga dei primi incentivi alla rottamazione che furono in vigore nel 1997 e ottennero ottimi risultati senza oneri per lo Stato, dato che l'aumento del gettito Iva e delle tasse di immatricolazioni sulle auto vendute in più coprì completamente il costo dell'erogazione del bonus.

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