nel nord del paese

Autobomba contro base militare in Mali: i morti salgono a 50

(AFP PHOTO / STRINGER)

2' di lettura

È salito ad almeno 50 soldati morti e un centinaio feriti il bilancio di un'autobomba esplosa questa mattina nel nord del Mali contro una base militare. Lo hanno riferito fonti militari locali.

Sebbene manchi ancora la rivendicazione le autorità puntano il dito contro i gruppi estremisti islamici attivi in queste regioni del Paese.

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L'attacco ha colpito una base nella città di Gao che ospita oltre ai militari anche centinaia di ex combattenti che hanno siglato accordo di pace con il governo.

Nel dettaglio, a rendere noto il bilancio delle vittime è stato il colonnello Mohamed Ould, mentre il medico Sadou Maiga all'ospedale Gao ha riferito che le altre strutture ospedaliere hanno chiuso i battenti. «Adesso quello che mi preoccupa, oltre al bilancio dei morti, è riuscire a salvare delle vite umane».

Testimoni hanno raccontato che un'auto imbottita di esplosivo è riuscita a penetrare nella base mentre erano presenti un centinaio di soldati e combattenti riuniti per un meeting.

Il 21 marzo 2016 a Bamako, capitale del Mali, venne respinto un attacco a un hotel che ospita stranieri - usato come base da addestratori militari europei.

Nel 2015, il 20 novembre, 27 persone furono uccise in un attacco jihadista all'hotel Radisson Blu: l’attentato venne compito da un commando legato ad al Qaeda.

Le forze speciali francesi - una cinquantina di uomini, appartenenti a unità provenienti dal vicino Burkina Faso- vennero inviate in Mali su richiesta delle autorità locali: il loro intervento consentì la liberazione di gran parte dei 170 ostaggi.

Alla fine di un blitz tutti gli ostaggi vennero liberati dalle forze di polizia: 27 corpi senza vita furono ritrovati nell'hotel dalle forze di pace delle Nazioni Unite.

Il 7 marzo di due anni fa, sempre a Bamako, ci fu un altro attentato in un bar della capitale che costò la vita a cinque persone. In seguito al colpo di stato militare del 2012, i jihadisti hanno preso il controllo del nord del paese, scatenando un intervento armato guidato dalla Francia a inizio 2013.

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