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Autogrill pesante dopo business combination con Dufry e poi Opas a 6,33 euro

Edizione, azionista di maggioranza del gruppo italiano, cederà la sua quota alla società svizzera e sarà primo azionista dalla nuova entità post fusione

di Stefania Arcudi

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - In una seduta poco brillante per Piazza Affari (FTSE MIB e FTSE IT All Share), Autogrill, fuori dal listino principale, è tra le peggiori, con un ribasso anche superiore a 8 punti, dopo l'accordo con Dufry per la strategic business combination per creare un gruppo globale nel settore dei servizi di ristorazione e retail per chi viaggia e successiva Opas a 6,33 euro. Il titolo di Autogrill è arrivato a un minimo di giornata di 6,202 euro (-8,5%), con oltre 2,1 milioni di pezzi finora scambiati. Le azioni sono comunque reduci da un rialzo del 7,1% messo a segno complessivamente nelle precedenti quattro sedute. Viaggia invece in senso opposto a Zurigo Dufry, che guadagna oltre 5 punti percentuali dopo essere arrivato a salire di circa sei punti. La fusione tra Autogrill e Dufry, ricordano gli esperti di Banca Akros, «è oggetto di indiscrezioni da aprile e a giugno Autogrill aveva confermato che erano in corso discussioni su una possibile integrazione» e sottolineano che «la fusione dovrebbe creare un gruppo ampiamente diversificato, con sinergie di costo».

Sconto del 25-30% su prezzo di venerdì

Più nel dettaglio, prima dell'apertura, Edizione, azionista di maggioranza di Autogrill con il 50,3%, ha annunciato di avere siglato un accordo con Dufry per dare vita a un nuovo gruppo con ricavi combinati di oltre 12 miliardi di euro e un Ebitda di circa 1,3 miliardi. L'operazione prevede l'emissione di azioni Dufry a favore di Edizione al concambio di 0,158 azioni Dufry per ogni azione Autogrill. A seguito del trasferimento del pacchetto di controllo, Dufry promuoverà un’offerta pubblica di acquisto e scambio obbligatoria sulle rimanenti azioni Autogrill, offrendo agli azionisti la possibilità di scambiare azioni Autogrill con azioni Dufry (quotate alla Borsa di Zurigo) al medesimo rapporto di cambio riconosciuto all’azionista di maggioranza o, in alternativa, di ricevere un equivalente controvalore in contanti (cash alternative) definito pari a 6,33 euro per azione. In base all'adesione all'Opas, la partecipazione di Edizione potrà attestarsi in un range compreso fra il 25,2% e circa il 20% del capitale di Dufry. Il finanziamento dell'operazione avverrà con equity e/o debito e, a seconda del livello di adesione all'Opa, Edizione deterrà tra il 20% e il 25% della nuova entità. «Se prendete il prezzo delle azioni di Dufry che era a circa 30 franchi svizzeri venerdì e lo moltiplicate per 0,158, avrete il prezzo che noi pagheremo per Autogrill e vedrete che - almeno per il primo 50% - c'è uno sconto del 25-30% rispetto al prezzo di venerdì», ha detto il ceo di Dufry, Xavier Rossinyol, in una call con la stampa estera. Gli analisti di Equita sottolineano che «le sinergie di costo individuate sono pari a 85 milioni di franchi svizzeri (circa in linea con le attese) in due anni con un impatto a livello di free cash flow di 55 milioni (circa il 15% dello stimato adjusted Fcf 2024 di Autogrill). Possibili anche sinergie di ricavo, ma non quantificate. Costi di transazione pari a 100 milioni di franchi e costi di integrazione per 100 milioni di franchi».

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