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Automazione, connettività e intelligence: la supply chain cambia pelle

Le soluzioni di Industrial Internet of Things sono valide opzioni per automatizzare i processi, migliorare le prestazioni e ridurre le inefficenze

di Gianni Rusconi

(REUTERS)

3' di lettura

A che punto è l'evoluzione dei processi decisionali di fabbrica e delle attività legate all’intera supply chain? E quanto le soluzioni di Industrial IoT stanno favorendo l’automazione di questo percorso all’insegna della maggiore efficienza? Una ricerca commissionata dalla società americana Ivanti e condotta da VDC Research su un campione di oltre 200 decision maker dell’area tecnologica di aziende attive in diversi settori (fra cui retail, manufacturing, trasporto e logistica, aerospaziale e difesa, oil & gas) ha provato a rispondere a queste domande analizzando come l’utilizzo delle tecnologie legate all’Internet of Things possano aiutare le aziende ad affrontare al meglio le sfide operative, a sviluppare nuovi modelli di business e ad offrire una migliore customer-experience ai propri clienti.

In linea generale, ciò che è emerso in modo evidente, è un incremento di automazione, connettività e intelligence nelle attività che interessano tutta la catena di fornitura. Tale tendenza trova giustificazione, secondo gli autori dello studio, in varie componenti e fra queste la maggiore complessità dei magazzini e dei data warehouse rispetto a dieci anni fa, dovuta principalmente all’aumento di prodotti, ad avanzati criteri di personalizzazione e al crescente turnover degli addetti che ha generato una mancanza di manodopera.

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Come in altri contesti, la pandemia ha poi accentuato tutti questi aspetti, stimolando (ed obbligando in alcuni casi) le aziende produttrici e i rispettivi distributori a cercare nuovi strumenti per ottimizzare servizi e procedure. Le soluzioni basate sulle tecnologie dell’Industrial Internet of Things, in tal senso, si stanno dimostrando valide opzioni per automatizzare i processi, migliorare le prestazioni e ridurre le inefficenze, puntando in modo particolare sulla semplicità di implementazione che contraddistingue questa tecnologie.

“Oggi le organizzazioni di qualsiasi industria verticale - ha osservato Marco Mozzi, Exm Sales Specialist per l’Area Mediterranea di Ivanti - hanno bisogno di accedere in tempo reale a informazioni relative allo stato delle loro spedizioni, alla loro localizzazione e allo stato di salute delle attrezzature per mantenere l’efficienza operativa e intervenire tempestivamente in caso di eventuali problemi. Considerando che l’IIoT contribuirà ad accelerare la trasformazione digitale della supply chain migliorando fra le varie cose il monitoraggio delle risorse da remoto, investire in questa+ direzione potrebbe influenzare direttamente la continuità del business di molte aziende italiane”.

Fra i fattori che guidano gli investimenti, come si legge nello studio, spiccano più degli altri la possibilità di migliorare il processo di produzione e quello di controllo e manutenzione degli asset. Altrettanto importanti sono inoltre benefici quali il saving sulle spese operative e (dal punto di vista tecnologico) la maggiore disponibilità di Api e protocolli di comunicazione, la riduzione dei costi dei sensori e dei sistemi di archiviazione dei dati e la diffusione dell’edge computing che sposta i processi di calcolo dal cloud agli stabilimenti produttivi.

Sebbene molte aziende siano in procinto di adottare soluzioni IIoT, permangono per contro criticità che permettono solo a poche imprese di poter rendere scalabili completamente tali soluzioni. I principali ostacoli evidenziati dalle aziende oggetto di indagine sono di ordine tecnico e organizzativo. Nel primo caso, i problemi riguardano la necessità di gestire sistemi eterogenei e di determinare quali funzioni sono supportate da quali applicazioni e come le nuove soluzioni gestiscono i requisiti di sicurezza. Nel secondo, invece, la fonte di conflitto più importante è la governance dei sistemi informatici rispetto a quella dei sistemi di Operational Technology.

“Le difficoltà legate alla governance dell’IT - spiega in proposito Mozzi - sono legate principalmente dovute alla complessità dei processi che la contraddistinguono. Mentre la tecnologia hardware e software si occupa di monitorare e controllare processi fisici, dispositivi e infrastrutture, la gestione dei sistemi informatici di un’azienda impatta direttamente su obiettivi e investimenti”.

E se mantenere il passo con la velocità esponenziale con cui si evolvono le tecnologie digitali è un compito arduo in assenza di piani strutturati, diventa sempre più vitale secondo il manager di Ivanti far percepire internamente alle aziende come gli investimenti in soluzioni IIoT debbano essere intese come uno sforzo comune, che deve coinvolgere e attrarre positivamente l’organizzazione nel suo complesso.

Cosa può succedere nei prossimi anni? La certezza, ha concluso Mozzi, è l’incremento esponenziale di automazione in tutte le attività che interessano la supply chain, a cominciare dai magazzini attraverso l’adozione di intelligenza artificiale, cobot e robot in grado di assistere gli addetti nei processi di pianificazione dell’inventario, di tracciabilità dei prodotti e di evasione degli ordini. Crescerà, in generale, l’implementazione di strumenti volti a velocizzare e rendere più efficienti molteplici attività operative e, in particolare, “sarà indispensabile dotarsi di soluzioni in grado di ridurre i tempi di approvvigionamento delle risorse”.

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