SCENARI

Automotive 2020, l’anno della grande trasformazione

I prossimi mesi saranno cruciali per un settore che affronta l’evoluzione epocale dell’elettrificazione a tappe forzate. In arrivo moltissimi modelli inediti a batteria e ibridi

di Mario Cianflone


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La nuova Mercedes GLA, seconda generazione del suv compatto alla base della gamma della stella a tre punte

3' di lettura

Auto 2020. Mancano pochi giorni all’inizio di un anno che con tutta probabilità passerà alla storia come quello che segna il confine tra il prima e il dopo. E questo non perché arriveranno le auto volanti tanto prospettate negli anni scorsi (dove sono? Forse con i droni di Amazon) o i robotaxi (anche queste sono scomparse o forse sono parcheggiate con le macchine di Uber ? O con quelle di mai nate del produttore di aspirapolvere Dyson ) ma perché la spinta all’elettrificazione data dalle super restrittive norme sulle emissioni di climalteranti che entreranno in vigore nel 2021 (95 g/Km C02) stanno imprimendo alle case una improvvisa trasformazione industriale e di ampliamento dell’offerta di modelli elettrici, ibridi e plug-in.

Il tutto di corsa, di corsa e con un’accelerazione incompatibile con i ritmi di un’industria che storicamente procede per gradi. Ora invece è il momento di un cambiamento di rotta brusco, pronto a cambiare per sempre uno dei settori più importanti dell’economia mondiale che solamente in Europa conta 3.4 milioni di addetti. Non cambieranno solamente i modelli in concessionaria o le novità in arrivo ma anche tutta la filiera produttiva, con i produttori di componentistica che hanno già annunciato importanti tagli in vista dei prossimi anni.

Il motivo della crisi in arrivo non è tanto legato ad un calo del mercato, quanto al numero di componenti che compongono una vettura elettrica se paragonata ad un modello termico. Addio quindi ai produttori di serbatoi, organi meccanici che compongono il motore, impianto di scarico e tanto altro ancora. Il tutto a fronte dell’arrivo di batterie e motori elettrici, prodotti in larga parte in Cina. Come si è arrivato a questo punto? Probabilmente il dieselgate ha dato un grande impulso alla voglia di “auto pulite”, investendo la trazione elettrica del ruolo di “salvatore del pianeta” nonostante l’intero ciclo produttivo non sia più green della costruzione di una vettura diesel di ultima generazione. Tralasciando come ad oggi l’80% della produzione di energia derivi da combustibili fossili, la demonizzazione del gasolio non trova reali riscontri scientifici.

La Volkswagen Golf 8, ora iperconnessa, ibrida anche tipo plug-in

Infatti una vettura diesel Euro 6D, ovvero omologata secondo gli standard più stringenti, abbia emissioni di NOX quasi a zero e nella maggior parte delle condizioni risulti più virtuosa di un benzina.

Nonostante il basso impatto ambientale il diesel continua ad essere colpito, spesso con azioni totalmente inutili come il blocco degli Euro 6 nelle giornate anti-inquinamento, mentre un lungo elenco di settori altamente inquinanti (navale, riscaldamento domestico, ecc) non viene messo alla berlina perché probabilmente più difficile da colpire e di minor impatto mediatico. Tutto questo ha quindi portato alla corsa all’elettrificazione dei costruttori, in molti casi con annunci “politicamente corretti” ma dallo scarso apporto tecnologico. Quando leggiamo di costruttori con una gamma interamente elettrificata e ci troviamo davanti ad un ungo elenco di modelli mild hybrid a 12 volt, si capisce come il marketing abbia vinto sulla tecnica. Infatti il cosiddetto ibrido leggero è un’ottima soluzione per conquistare l’omologazione ibrida (e i relativi vantaggi in molte città) ma non è certo la reale soluzione per ridurre le emissioni. L’arrivo di modelli elettrici e plug-in hybrid (ovvero con cavo di ricarica e autonomia a zero emissioni di almeno 50 km) continuerà ad aumentare partendo dalle proposte del gruppo Volkswagen con le famiglie di prodotti Vw ID e Audi E-Tron, mentre Ford porterà su strada la nuova Mustang Mach-E che abbina l’iconico nome alla motorizzazione elettrica e alla carrozzeria suv. L’elenco andrà avanti con le versioni plug-in hybrid di Jeep Renegade e Compass, in attesa della 500 elettrica e nel del nuovo suv compatto Alfa romeo anche a zero emissioni prodotto molto probabilmente sulla piattaforma compatta Cmp di Psa.

L’accordo tra i due gruppi porterà una ventata di novità elettrificate soprattutto in casa Fca, oltre ai prodotti già in sviluppo come il Ducato elettrico. A fare i conti con tutta questa rivoluzione non saranno solamente i lavoratori legati al settore ma anche gli automobilisti. Il motivo? L’auto elettrica è ad oggi un’oggetto costoso, che non permette la facilità d’uso di una vettura termica e nella maggior parte, per ora, dedicato ad uno tipo di clientela dalle importanti capacità economiche.

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