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Automotive, lusso, viaggi e materie prime: dove colpisce di più il coronavirus

Il lusso, i viaggi e il turismo, le compagnie aeree, l’automotive e i materiali di base: sono questi isettori di Borsa più a rischio rispetto alla variabile del coronavirus

di Vittorio Carlini

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(Ansa)

Il lusso, i viaggi e il turismo, le compagnie aeree, l’automotive e i materiali di base: sono questi isettori di Borsa più a rischio rispetto alla variabile del coronavirus


3' di lettura

Il lusso. E, poi, viaggi e turismo. Senza dimenticare, oltre alle compagnie aeree, l’automotive e i materiali di base. Sono tra i settori di Borsa più a rischio rispetto alla variabile del coronavirus. La terribile epidemia, fin qui snobbata dagli indici generali di mercato, ha evidentemente un impatto diverso a seconda dei comparti azionari. Così, ad esempio, l’auto è tra quelli messi sotto maggiore pressione. In primis per l’inevitabile calo della domanda nell’importantissimo mercato cinese. E poi a causa della forzata chiusura degli stabilimenti nell’Impero di Mezzo che danneggia la filiera produttiva di molti car maker. In questo senso S&P Global Ratings dice che, a causa del virus, le immatricolazioni in Cina nel 2020 potrebbero essere inferiori alle precedenti previsioni che indicavano un rialzo dell’1-2%. Certo: diverse aziende hanno avviato progetti per ridurre l’esposizione della filiera produttiva al Paese della Muraglia. Ma il problema resta. Soprattutto per imprese come Volkswagen che, va ricordato, ha quasi il 40% del sua produzione in quel mercato.

Dal mondo delle quattro ruote al lusso. Anche in questo caso le difficoltà non mancano. Gli esperti ricordano che la spesa asiatica vale oltre il 50% della domanda nel comparto. In particolare i cinesi pesano intorno al 35%. Si tratta di numeri che fanno ben capire il perché ci sia preoccupazione riguardo al settore. È vero: la diffusione, anche nel lusso, delle vendite online può avere un effetto calmierante. Inoltre la richiesta di “luxury products” è contraddistinta da una certa anelasticità alle variabili esterne. Compresa quella del coronavirus. E però: da un lato le difficoltà logistiche negli spostamenti; e, dall’altro, il sentiment negativo di una simile situazione inevitabilmente deprimono la domanda. Anche perché, bisogna ricordare, parte degli acquisti in questo comparto è costituita dal cosiddetto “travel retail”. Cioè: il turista-viaggiatore che compra nel punto vendita, ad esempio, di un aeroporto. Ebbene: nel momento in cui i viaggi diminuiscono anche gli acquisti del “travel retail” scendono.

Già, la discesa. È una dinamica che, dall’esplosione dell’epidemia, ha contraddistinto le compagnie aree. Barclays sottolinea, senza sorprendersi, che i titoli delle maggiori società europee del settore hanno sottoperformato lo Stoxx 600 fino al 15%. Si tratta di un trend che, in linea generale, può ricondursi a un duplice aspetto. Il primo è quello del calo dei volumi di passeggeri (molte compagnie hanno cancellato i voli da/per la Cina). Il secondo, invece, è la pressione sui prezzi conseguente alle minori prenotazioni.

Ma non si tratta solo di filiera produttiva, trasporti o viaggi. Altro tema essenziale, in particolare per il blocco dell’attività finalizzato a contenere l’epidemia, è il rallentamento dell’economia di Pechino. Una frenata che, impattando sulle materie prime, rischia di avere un effetto sui titoli delle imprese ad esse legate. Su questo fronte può ricordarsi, ad esempio, che la città di Wuhan, l’epicentro da cui si è scatenata l’infezione, è un importante hub della raffinazione di petrolio. Quando questo processo si interrompe la domanda di oro nero scende e, con lei, il prezzo del barile.

Di là dalla specificità della megalopoli cinese, Barclays sottolinea che, in un simile contesto, può stimarsi una contrazione media dell’utile per azione dei titoli del settore europei del 20%. Troppo presto, vista anche la possibilità di un ulteriore taglio alla produzione da parte dell’Opec, per fare simili calcoli? Il tempo darà la sua risposta. Certo è, invece, che sull’azionario la volatilità continuerà a recitare il ruolo da protagonista.

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    Vittorio CarliniRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Finanza, Tecnologia, Analisi fondamentale

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