Lazio e Abruzzo

Automotive, meccanica e detergenti Ecco i settori emergenti nell’era post Covid

di Andrea Marini

3' di lettura

Una capacità di resistere agli effetti della pandemia. E ora, nella fase di ripresa, una crescita dell’export a tappe forzate o, comunque, ottime prospettive di sviluppo in vista. Intesa Sanpaolo ha messo sotto la lente tre comparti emergenti dell’economia del Lazio e dell’Abruzzo: il settore della meccanica e della detergenza/cosmetica del Lazio e quello dell’automotive dell’Abruzzo.

«Il settore della detergenza e della cosmetica – spiega Pierluigi Monceri, responsabile Direzione regionale Lazio e Abruzzo di Intesa Sanpaolo – occupa oltre 2mila addetti nel Lazio, con un’incidenza doppia sul totale degli addetti del manifatturiero regionale rispetto alla media nazionale. Un dato che racconta l’emergere di una certa specializzazione, figlia anche della contiguità con i settori della chimica e della farmaceutica, fiori all’occhiello dell’economia regionale». Le aziende, la maggior parte in provincia di Roma, hanno visto nel primo semestre 2021 l’export crescere del 2%. Non si è ancora recuperato il livello del 2019, ma l’evoluzione della crisi sanitaria lascia supporre «consumi domestici ancora elevati», riconducibili alle accresciute esigenze di igiene, pulizia e sanificazione. Non solo per le famiglie, ma anche in ambito professionale, sia sul mercato alberghiero e della ristorazione, che nei cinema, teatri, musei e centri sportivi.

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Anche la meccanica nel Lazio – prosegue Monceri – «ha un discreto peso in termini di addetti, oltre 5mila: le esportazioni del settore sono cresciute di circa il 36%, nell’ultimo decennio, passando dai 680 milioni del 2008 ai 928 del 2020». Nei primi sei mesi del 2021, le vendite all’estero hanno registrato una forte accelerazione (+25,1%), in linea con la dinamica nazionale (+25,9%), posizionandosi così su valori superiori del 12,6% rispetto al primo semestre del 2019. Anche per questo settore l’input verrà soprattutto dalla domanda domestica, che spingerà la richiesta di macchinari innovativi e sistemi automatizzati in chiave 4.0, per incentivare la transizione digitale del sistema produttivo, anche grazie ai fondi del Recovery Plan.

TRA LAZIO E ABRUZZO, I SETTORI EMERGENTI POST COVID
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Il settore dell’automotive in Abruzzo, “attiva” nel territorio, in un’ottica di filiera, oltre 400 imprese nel settore della meccanica, in cui risultano impiegati oltre 4mila addetti soprattutto in imprese di piccole e piccolissime dimensioni (il 56%), in misura maggiore rispetto alla media nazionale (43%). Anche per l’automotive abruzzese, sottolinea Monceri, «la doppia trasformazione tecnologica ed ecologica, priorità anche del Recovery Plan, sarà determinante nel delineare le traiettorie di sviluppo nel medio termine: mobilità sostenibile, guida autonoma e connettività rappresentano le principali sfide, ma anche le più grandi opportunità del settore». Già gli incentivi agli acquisti di vetture meno inquinanti stanno stimolando la domanda dei privati, così come lo sviluppo del noleggio a lungo termine. Nei primi sei mesi del 2021, le esportazioni hanno registrato una forte accelerazione (+41,1% tendenziale), in linea con la dinamica nazionale (+47,2%), permettendo di superare il dato del 2019.

Le imprese di questi comparti – aggiunge Monceri – «si sono presentate alla vigilia di questa crisi con una situazione patrimoniale e finanziaria migliore rispetto alle due crisi del 2008 e del 2012. E la crisi stessa ha prodotto una forte accelerazione verso alcune tendenze già emerse precedentemente come i processi di digitalizzazione o l’e-commerce».

Intesa Sanpaolo – sottolinea Monceri – «ha sempre creduto nelle filiere tanto da dedicargli già anni fa il programma “sviluppo Filiere”. In un mercato e in un contesto di rilancio come quello attuale, il rapporto di filiera può diventare uno straordinario moltiplicatore e facilitatore per l’accesso al credito da parte delle imprese minori facendo leva sulla forza e la solidità dei capofiliera. Dall’avvio del programma nel 2015 abbiamo sostenuto 17 filiere nel Lazio e 11 in Abruzzo e auspichiamo di poter potenziare ulteriormente questo circuito virtuoso».

Nel Lazio Intesa Sanpaolo ha già concesso oltre 68mila moratorie per un debito residuo di oltre 9 miliardi di euro ed erogato, compresi gli interventi per reagire al Covid, 3,6 miliardi di euro. In Abruzzo invece, sono state concesse dalla banca quasi 25mila moratorie per un debito residuo di circa 2,3 miliardi ed erogato, anche qui comprese le misure Covid, un miliardo di euro.

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