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Autonoleggio e sharing, perse immatricolazioni per oltre 2,6 miliardi

Gli operatori: «È urgente allineare la fiscalità alla media degli altri Paesi europei»

di Alberto Annicchiarico

(stocksolutions - stock.adobe.com)

2' di lettura

In un Paese che ama più che mai muoversi in automobile (73% nel 2021 contro 69% nel 2020), visto che la pandemia non sembra avere spostato gli equilibri, anzi, l’industria del noleggio si candiderebbe a democratizzare un mercato in cui la logica dei margini concentrati sui modelli premium allontana moltissimi italiani dall’acquisto di un’auto nuova e meno inquinante. Il parco circolante è sempre più vecchio: l’età media è passata da 8,8 a 11,5 anni dal 2000 ad oggi. Le immatricolazioni sono scese del 27% da inizio anno. Solo che le scelte del governo in materia di incentivi, da cui il noleggio è escluso, e detraibilità dell’Iva (ferma al 40% dal 2007 contro il 60-100% europei) contrastano chiaramente i piani dei noleggiatori. Un settore che forte di flotte in cui prevalgono le auto pulite (su tutte le ibride plug-in) potrebbe dare un contributo importante sul cammino non facile della transizione energetica.

Il rapporto Aniasa

Il quadro emerge dalla presentazione della 21esima edizione del Rapporto Aniasa, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, e dalla ricerca “La mobilità che non cambia”, firmata da Bain & Company. La pandemia, la crisi dei chip auto e, da ultimo, il conflitto in Ucraina hanno frenato la mobilità a noleggio e in sharing nel nostro Paese. Rispetto al 2019 si sono perse oltre 106mila immatricolazioni per un valore complessivo di 2,6 miliardi di euro. Le nuove auto sono passate dalle 482.000 unità del 2019 (compresi i veicoli commerciali) alle 376.000 nel 2021. Nonostante la contrazione, il settore si è confermato protagonista della transizione ecologica immatricolando il 47% delle vetture ibride plug-in e il 30% delle elettriche.

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Noleggio a breve e car sharing i più colpiti

Noleggio a breve termine e car sharing (ma con un +50% nel I trimestre) restano i settori più colpiti. Il noleggio a lungo termine regge l’urto anche grazie al boom di privati con solo codice fiscale, che hanno raggiunto ormai quota 100mila. La flotta dei veicoli a nolo resta salda sopra 1 milione di unità e il settore si conferma leva strategica per la decarbonizzazione della mobilità italiana. Ma la sostanza resta quella, secondo Aniasa: per raggiungere gli obiettivi europei fissati dal FIT for 55, l’Italia non ha alternative ad allineare la fiscalità dell'auto aziendale alla media dei Paesi europei.

Viano (Aniasa): «Auto aziendali escluse dagli incentivi»

«Il nostro Paese è chiamato nei prossimi anni a compiere l’attesa transizione ecologica della mobilità - ha dichiarato il presidente di Aniasa, Alberto Viano -. Proprio per questo l’esclusione delle auto aziendali e del noleggio dagli incentivi messi in campo dal Governo in questa primavera rende oltremodo perplessi. Il noleggio, dati alla mano, è il principale strumento in grado di favorire questa transizione del parco circolante e di accelerare il ricambio dei veicoli più inquinanti».

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