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Autonomia differenziata, stallo in Cdm. Salvini: non ci saranno cittadini di serie A e B


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(agefotostock / AGF)

3' di lettura

«Non ci saranno cittadini di serie A e di serie B», come sostengono i parlamentari M5S, e «chi dice queste cose» non ha letto le bozze delle intese tra Stato e le tre Regioni che chiedono più autonomia. Così il vicepremier Matteo Salvini, lasciando Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri con all'ordine del giorno l'avvio dell'esame dei tre disegni di legge destinati a recepire le intese per l'Autonomia differenziata di Veneto, Lombardia e Emilia Romagna, oltre al via libera a un Ddl delega sul riordino della dirigenza della Pa. «Chi spende meglio - ha chiarito il leader della Lega dopo aver annunciato un vertice politico sul tema la prossima settimana - avrà servizi più efficienti, risparmierà e avrà così i soldi per dare di più ai cittadini».

«Non vi saranno penalizzazioni a carico di nessuna Regione proprio per il sistema con cui è stata costruita» l’intesa sull’autonomia, facendo cioè ricorso a una «clausola di invarianza», ha poi spiegato il ministro per gli Affari regionali Erika Stefani, dopo la riunione del Cdm in cui ha illustrato il lavoro tecnico che si è concluso ieri. Si tratta, ha proseguito, «di un meccanismo in base al quale le competenze attribuite alle Regioni vengono gestite con risorse pari al costo storico, 100 metteva lo Stato 100 metterà la Regione». Poi si andrà «verso i fabbisogni standard» che portano «più efficienza nella spesa ma non lasciano nessuno a piedi».

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, da parte sua, ha invece annunciato che il « testo finale» delle tre intese «verrà vagliato dalle Camere che saranno coinvolte in maniera adeguata nell'iter di approvazione, con i modi e i tempi che il Parlamento riterrà opportuno». «Con il modello autonomista che abbiamo in mente renderemo le amministrazioni locali più efficienti a vantaggio di tutto il sistema-Paese, rispettando il principio della coesione nazionale alla base di qualunque meccanismo di compartecipazione tributaria», ha concluso Fraccaro.

Sul tema autonomia differenziata (in pratica, il passaggio di alcune funzioni e competenze dallo Stato alle Regioni da finanziare con la cessione di una quota dell'Irpef e di altri tributi generati sul territorio) la maggioranza è divisa. Da un lato la Lega, assolutamente favorevole a un'stanza fortemente identitaria. Dall'altro il M5S, contrario, come ha confermato oggi anche un dossier dei gruppi parlamentari pentastellati sul regionalismo differenziato: «Ogni percorso di autonomia non può prescindere dalla prioritaria individuazione dei Lep», cioè dei livelli essenziali delle prestazioni per evitare che «ci siano cittadini di serie A e di serie B», si legge nel documento citato in serata da Salvini. I Governatori delle Regioni del Sud sono invece sul piede di guerra perchè preoccupati per le conseguenze del trasferimento dallo Stato alle Regioni di competenze e risorse.

I testi in entrata del dossier Autonomie regionali rafforzate prevedono che l'approvazione da parte delle Camere avvenga «in conformità» del procedimento «per l'approvazione delle intese tra lo Stato e le confessioni religiose» che per prassi parlamentare sono inemendabili. «In mancanza di una disciplina attuativa dell'art. 116, comma terzo, della Costituzione - si legge nelle bozze delle Intese il cui esame inizierà oggi - alla sottoscrizione dell'Intesa tra il Governo e la Regione interessata deve conseguire l'approvazione di una legge
rinforzata, l'iniziativa su tale provvedimento legislativo spetta al Governo». «A tale scopo - prosegue il testo - il Governo presenta alle Camere un apposito disegno di legge che recepisce i contenuti dell'Intesa da approvare a maggioranza assoluta dai componenti di entrambe i rami del Parlamento». «L'approvazione da parte delle Camere dell'Intesa - si legge poi - avverrà in conformità al procedimento, ormai consolidato in via di prassi, per l'approvazione delle intese tra lo Stato e le confessioni religiose, di cui all'art. 8,
terzo comma, della Costituzione».

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Al termine del Consiglio dei ministri, il ministro Giulia Bongiorno ha scritto su Twitter che “il Cdm ha approvato il ddl deleghe per il miglioramento della P.a. Novità importanti per introdurre il merito nella pubblica amministrazione a partire da chi ha un ruolo essenziale come i dirigenti”.

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