nuove tensioni nella maggioranza

Autonomia, rottura M5S-Lega al vertice di Palazzo Chigi

Dopo il caso Spadafora e gli attriti sulla gestione dei migranti ancora tensioni nella maggioranza, oggi impegnata sul fronte dell'Autonomia differenziata delle Regioni. «Inutile sedersi a un tavolo che non funziona, con persone che il giorno prima chiudono accordi e poi cambiano idea e fanno l'opposto», sottolineano fonti del Carroccio


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3' di lettura

Dopo il caso Spadafora e gli attriti sulla gestione dei migranti ancora tensioni nella maggioranza, di nuovo impegnata sul fronte Autonomia differenziata delle Regioni. L'ennesimo vertice dedicato al dossier convocato questa mattina a Palazzo Chigi dal premier Giuseppe Conte si è interrotto dopo un'ora con uno strappo della Lega: «Inutile sedersi a un tavolo che non funziona, con persone che il giorno prima chiudono accordi e poi cambiano idea e fanno l'opposto», sottolineano fonti del Carroccio. Palazzo Chigi fa invece minimizza e fa sapere che «l'incontro è stato sospeso per consentire ai ministri di poter partecipare al voto in Senato sul taglio dei parlamentari». Il Ddl costituzionale è stato poi approvato con 180 voti favorevoli, 50 contrari e nessuna astensione. Ora tornerà alla Camera per l'approvazione definitiva.

A fine mattinata,in conferenza stampa alla fine del Consiglio dei ministri, il premier liquida il vertice del mattino come un semplice pre-consiglio. E ribadisce che sull'Autonomia «sicuramente abbiamo fatto già molto lavoro e lo stiamo completando. Io ho preso un impegno: sono il garante della serietà del lavoro che stiamo facendo e del fatto che porterà ad una riforma in termini di autonomia compatibile con i principi costituzionali». Poi spiega che al Governo sono arrivate già otto richieste di autonomia differenziata, « che non sono poche». Il pressing che arriva dalterritorio, avverte però, «è sostenibile solo se io posso prefigurare un quadro in prospettiva futura in cui l'intesa che faccio con una» regione la devo poter «fare con tutte le altre».

Al di là della definizione formale della riunione, la rottura politica registrata al tavolo sulle Autonomie conferma il pessimismo e il clima da impasse sottolineato prima e durante la riunione da entrambi gli alleati di governo. «Al vertice sull'autonomia oggi la Lega ha proposto di inserire le gabbie salariali, ovvero alzare gli stipendi al Nord e abbassarli al Centro Sud. Per il M5S è totalmente inaccettabile», spiegano fonti M5S a riunione ancora in corso, bocciando senza appello la linea del Carroccio: «Follia pura». «Stamattina il tavolo sull'autonomia si è bloccato sulla regionalizzazione della scuola. Un bambino non sceglie in quale regione nascere: noi dobbiamo garantire l'unità della scuola così come l'unita nazionale». Così Luigi Di Maio in diretta Fb commenta l'esito negativo del vertice sulle Autonomie.

Che la soluzione politica ai nodi dell'Autonomia differenziata delle Regioni sia ancora lontanissima emerge chiaramente anche dalle indiscrezioni che arrivano dalla Lega. «Invece di andare avanti si torna indietro», rimarcano con irritazione fonti vicine al dossier, e i 5 Stelle «condannano il Sud all'arretratezza. Apprezziamo gli sforzi di Conte ma l'unico modo per aiutare l'Italia e il Sud è premiare il merito e punire gli sprechi». «Se qualcuno ha cambiato idea» sull'autonomia «basta che lo dica e non si va ulteriormente avanti», mette invece in guardia la ministra leghista degli Affari regionali, Erika Stefani, certificando lo stallo completo tra Lega e M5S. Al momento fatti la ripresa del tavolo non è in programma. Con l'autonomia, conclude, « vogliamo valorizzare e responsabilizzare le Regioni. Se il meccanismo che si propone, invece, alimenta l'inefficienza e non vuole dare premialità, allora stiamo ragionando su piani completamente diversi».

In diretta Facebook, il messaggio agli allaeati del leader della Lega Matteo Salvini è ancora più netto: «Autonomia significa incentivare a migliorare, tagliare, crescere, offrire servizi migliori. Chi rallenta su questo non fa un dispetto a Salvini e alla Lega, certe cose me le aspetto dal Pd». L'autonomia , insiste, «fa bene innanzitutto ai cittadini del Sud, sfruttati e derubati negli ultimi decenni da una politica incapace».

«Siamo davanti a una farsa, un'autentica farsa. Sono stanco di vedere come alcuni vogliono portare l'autonomia verso l'agonia. Sappiano però che, finché ci sarò io, l'autonomia non sarà morta né, tanto meno, le istanze dei veneti». Così il Governatore del Veneto, Luca Zaia, commenta l'esito negativo del vertice sull'autonomia a Roma. «È scandaloso - osserva Zaia - che si continui a prendere in giro i cittadini, non solo i veneti ma anche quelli delle dodici Regioni che hanno avviato passi in direzione dell'autonomia, e che si voglia rieditare il conflitto tra nord e sud».

Insieme al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al vertice erano presenti i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, i ministri degli Affari regionali, Erika Stefani, del Sud Barbara Lezzi, dell'Istruzione, Marco Bussetti, dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, i viceministri dell'Economia Laura Castelli e Massimo Garavaglia, il sottosegretario agli Affari regionali, Stefano Buffagni. Presenti anche tecnici del ministero della Difesa.

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