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Autonomia rafforzata, venerdì un altro banco di prova per il governo

di Guido Gentili

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(Ansa)

2' di lettura

I motivi di contrapposizione e competizione interni al governo gialloverde M5S-Lega sono diversi. In attesa di capirci qualcosa di più sul terreno fiscale (Flat tax? Taglio del cuneo per i lavoratori? Un mix di entrambe le ipotesi e comunque con quali coperture finanziarie?), venerdi 19 luglio ecco un altro test col vertice di governo presieduto dal premier Giuseppe Conte sul tema delle autonomie regionali “rafforzate”, tema carissimo alla Lega.

Curiosamente, la data finisce per coincidere con l’ultimo giorno utile per chi avesse voluto “strappare” aprendo la crisi di governo e puntare al voto anticipato a fine settembre. Le tensioni politiche crescono con il caso Savoini e le ombre russe. Il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini ribalterà il tavolo con un blitz last minute? O invece il vertice di venerdì, a parte le inevitabili polemiche, terminerà in pratica in uno stallo in attesa di altre verifiche, come sulla questione fiscale?

Sottovalutare la questione dell’autonomia, o derubricarla a contesa di giornata nel governo tra velocisti (Lega) e frenatori (Cinque Stelle, con la ministra per il Sud Barbara Lezzi che ritiene «impraticabili» le proposte di Lombardia e Veneto), tra Nord ricco e predone e Sud povero e depredato, sarebbe sbagliato. Perché la posta è comunque alta e vanno evitati pasticci. E perché a chiedere l’autonomia rafforzata ci sono tre regioni come Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna (dove si voterà in autunno), cioè l’asse portante dello sviluppo italiano.

Piaccia o no, questa è la realtà. E la stessa Lega e Salvini, a Roma, non possono che tenerne conto, guardando ad esempio Lombardia e Veneto, due regioni –guidate dai leghisti Attilio Fontana e Luca Zaia- dove il consenso politico-elettorale è alle stelle.

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«L'autonomia –ha detto Zaia- sta alla Lega come il Reddito di cittadinanza sta ai Cinque Stelle». Cioè, il tema è irrinunciabile, e lo stesso pensa Fontana a Milano. Qualche giorno fa, con un tweet, Zaia aveva lanciato il sasso: «Noi veneti siamo pazienti, ma tutto ha un limite, soprattutto la farsa o le prese in giro…o no?».

Ora, a parte l'invettiva sui social che richiama anche l'”ogni limite ha una pazienza” di un film e di un libro di Totò, sta di fatto, per restare al Veneto, che la questione dell’autonomia rafforzata attraversa la storia della regione (vent'anni fa era fortissima addirittura la spinta per ottenere lo Statuto speciale) ed è stata affrontata con un referendum consultivo nell'ottobre 2017. Tutte le forze politiche rappresentate nel consiglio regionale – compresi i Cinque Stelle- si sono dichiarate favorevoli, l'affluenza è stata del 58%, i sì sono stati quasi 2,3 milioni pari al 98,1% dei voti validi.

Sono fatti e dati da ricordare in vista del vertice di governo in un venerdì di luglio non qualunque.

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