Viabilità

Autostrada A10, almeno due settimane per ripristinare (in parte) la circolazione

Finito il monitoraggio della frana di Arenzano, se l’esito lo consentirà, potrà riaprire lo scorrimento a due corsie sulla carreggiata Ovest e a una corsia verso Est

di Raoul de Forcade


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Foto delle prove di carico sulla A26

2' di lettura

Ci vorranno come minimo altre due settimane per ripristinate una circolazione parzialmente regolare sulla A10, nella tratta tra Ventimiglia e l’uscita di Arenzano. Area dove era rovinata una frana, nelle recenti giornate di maltempo che hanno colpito la Liguria.

Mentre su Autostrade per l’Italia e Spea incombe la bufera giudiziaria scatenata dalle motivazioni con cui il tribunale del Riesame di Genova ha accolto le richieste del Pm, riguardo alle misure di interdizione per 10 manager e tecnici di Spea (in cui si dice che i mancati controlli e manutenzioni sui viadotti sono frutto «della precisa volontà di rendere false attestazioni», guidata, in particolare, da «una logica di risparmio»), l’azienda lavora a rimettere in sesto, nel più breve tempo possibile, le tratte autostradali su cui la circolazione è stata ridotta o interrotta.

Si tratta, in particolare della A6, dove è crollato, per una frana causata dal maltempo, un tratto del viadotto Madonna del monte, e della A26, dove, dopo un allarme lanciato dalla Procura di Genova, sono stati chiusi tratti dei viadotti Fado e Pecetti.

Anche la A10, però, soffre. Tra Ventimiglia e Arenzano la circolazione funziona, per un lungo tratto, su un’unica carreggiata (quella in direzione Ventimiglia) con una corsia per senso di marcia (e la terza corsia lasciata libera). Per questo bypass, il casello di Varazze è interdetto in uscita.

Nei giorni scorsi, dunque, si sono registrate nella zona lunghi incolonnamenti di auto e camion, con mezzi costretti a marciare a passo d’uomo su una corsia.

La direzione di Tronco di Genova di Aspi fa sapere che i monitoraggi sulla frana di Arenzano «sono in corso e saranno necessarie almeno due settimane al fine di avere i primi dati sull’evoluzione del fenomeno». Una volta in possesso di tali dati, «se l’esito lo consentirà, la direzione di Tronco di Genova potrà riaprire lo scorrimento a due corsie sulla carreggiata Ovest - lasciando una corsia libera per ogni evenienza di viabilità - e a una corsia verso Est».

Sulla A26, invece, si sono concluse domenica sera, con esito positivo, le prove di carico eseguite sui viadotti Pecetti Sud e Fado Nord. Le prove, fa sapere Aspi «hanno avuto una durata complessiva di quattro giorni». E i risultati che, sottolinea l’azienda, «hanno dimostrato che il livello prestazionale e la sicurezza dei due viadotti sono pienamente confermati», sono stati comunicati al ministero dei Trasporti.

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