lavori sospetti

Autostrade, A14 a rischio paralisi: traffico limitato su 10 viadotti tra Marche e Abruzzo

Traffico limitato (con rischio congestione) su 10 viadotti dell'A14 tra sud Marche e Abruzzo. Lo ha imposto il gip di Avellino sequestrandone le barriere, su richiesta della Procura che sta indagando sulle new jersey dopo la strage del bus del 2013

di Maurizio Caprino


Report "ammorbiditi" su stato dei viadotti gestiti da Autostrade

4' di lettura

Traffico limitato (con rischio congestione) su 10 viadotti dell'A14 tra sud Marche e Abruzzo. Lo ha imposto il gip di Avellino sequestrandone le barriere, su richiesta della Procura che sta indagando sulle new jersey dopo la strage del bus del 2013. Matura così un altro filone giudiziario su Autostrade per l'Italia (Aspi), proprio mentre la società dei Benetton è nella bufera per gli arresti ordinati a Genova venerdì, il titolo della capogruppo Atlantia perde e la proprietà annuncia interventi per correre ai ripari.

I nomi
I viadotti con barriere sequestrate sono:
Fosso San Biagio
Campofilone
Santa Giuliana
Santa Maria
Cerrano
Marinelli
Vallescura
Petronilla
Fosso Calvano
Vallelunga.

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Rischi su tutta la rete
I 10 viadotti hanno lo stesso problema che lo scorso inverno ha indotto i magistrati di Avellino a intervenire in modo analogo sulla A16 e che si ritrova su buona parte della rete Aspi (si parla di circa 300 opere in tutta Italia): i tirafondi che ancorano al suolo le barriere non sarebbero stati sufficientemente testati.

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Sostituzione al buio
Erano stati cambiati in silenzio dopo la strage del 28 luglio 2013 (40 morti): quando ancora l'attenzione dell'opinione pubblica veniva deviata verso le pessime condizioni meccaniche del bus precipitato, Aspi si era già accorta che i tirafondi avevano un problema di corrosione, confermato da ispezioni condotte quella stessa estate su tutte le strutture di quel tipo.
Il problema era dovuto al fatto che di quel tipo di ancoraggio (Liebig) faceva parte una “camera di espansione”, una sorta di buca dove il tirafondi colpito in un urto poteva deformarsi in modo controllato, dando alla barriera le caratteristiche volute dai progettisti. Ma si è visto che nella camera di espansione si accumulavano l'acqua piovana e il sale antighiaccio sparso in inverno, che corrodevano il tirafondi.
Di qui la decisione di sostituire i Liebig con barre filettate, presa dopo aver fatto simulare gli effetti della modifica a quotati docenti che già in passato avevano fatto consulenze per Aspi. L’operazione fu fatta senza comunicarla all'autorità vigilante (il ministero delle Infrastrutture, Mit).
Durante un controllo di routine, gli ispettori territoriali del ministero si accorsero della modifica e la segnalarono alla direzione della vigilanza. Della questione fu investito il Consiglio superiore dei lavori pubblici, organo consultivo del Mit, che sostanzialmente bocciò la modifica.

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I crash test sospetti
Così Aspi condusse crash test, su cui da mesi si è concentrata l'attenzione della Procura di Avellino. Infatti, inizialmente il Consiglio superiore aveva espresso dubbi solo perché Aspi non aveva dimostrato che la modifica lasciasse invariata la capacità della barriera di trattenere i veicoli senza provocare troppo danni agli occupanti di quelli più leggeri.
Poi si è aggiunto il sospetto che il crash test sia stato condotto in condizioni di favore o che comunque non trovano riscontro nelle barriere che tutti troviamo montate a bordo strada (dove peraltro non sono rari i montaggi non corretti). Tra l'altro, fra i pochi enti terzi che certificano le barriere si è registrato un intervento a favore di Aspi nei giorni immediatamente successivi la strage del 2013: si affermava la sicurezza della barriere montate su quel viadotto, poi smentita nel processo di primo grado sia dai periti dei pm sia da quelli del giudice.
Il Consiglio superiore non ha voluto esplicitare i sospetti, ma il Mit ha comunque chiesto ad Aspi di intervenire. E la Procura di Avellino è andata oltre, sulla base di alcune testimonianze e del lavoro dei suoi periti.

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La trattativa e i sequestri
A quanto trapela, Aspi avrebbe preso tempo col Mit, inducendo i pm a sequestrare le barriere a rischio sul tratto di loro competenza territoriale, segnalando la questione ad altre Procure. Ora la Procura irpina prende l'iniziativa anche altrove. Sono quindi possibili ulteriori sequestri in altre parti d'Italia.
Aspi risponde di aver effettuato nuovi test, numerosi e condotti da quotati docenti usando protocolli di enti terzi. I risultati sarebbero tranquillizzanti e saranno portati all'attenzione degli inquirenti dopo aver studiato le carte dell'accusa. Affermazioni non incompatibili con la versione secondo cui la società avrebbe preso tempo: Aspi conferma che i nuovi test sono di inizio agosto.

Autostrada adriatica a rischio paralisi
Nel frattempo, però, i sequestri sull'A14 aprono un nuovo fronte critico per Aspi: il rischio di paralisi sulla dorsale adriatica, la seconda più importante del Paese tra Nord e Sud. Il sequestro delle barriere comporta infatti una riduzione di carreggiata. Il tutto in tratti trafficati con pendenze e curve. Sono molti dei fattori che causano congestione.
Ad aggravare la situazione, le limitazioni introdotte negli ultimi mesi nelle numerose gallerie tra Porto Sant'Elpidio e Pescara: velocità massima di 90 km/h e distanziamento tra i veicoli.
Insomma, il livello di servizio dell'A14 potrebbe scendere molto al di sotto di quello normale in autostrada, per avere il quale l'utente paga il pedaggio. Si vedrà se il Mit vorrà prendere posizione sull'argomento.
Già ieri si segnalavano notizie di code (presentate dai bollettini radiofonici ufficiali come “per lavori”) tra Pescara Sud e Pescara Ovest. Ma il vero di banco di prova sarà domani, con la piena ripresa del traffico di camion.

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