si chiameranno Sicve-Pm

Autostrade, ecco come potrebbero funzionare i nuovi tutor

di Maurizio Caprino

Sistema di rilevamento tutor: ecco come funziona

2' di lettura

Non si sa da quando né esattamente dove, ma i controlli sulla velocità media in autostrada stanno per riprendere. Lo ha annunciato stamattina la Polizia stradale nella consueta conferenza stampa sull'esodo estivo, con una prudenza e genericità che indirettamente confermano i dubbi sollevati dal Sole 24 Ore nei mesi scorsi sul sistema di rilevazione che sostituirà il Tutor, dichiarato frutto di un brevetto contraffatto. I dubbi riguardano il fatto che il nuovo sistema, chiamato Sicve-PM, potrebbe incontrare analoghi problemi giudiziari e sul fatto che la sua capacità di funzionamento non sia pari a quella del sistema originario.

Dopo mesi di dichiarazioni e indiscrezioni più precise sulle prestazioni del nuovo sistema, oggi la Polizia stradale si è limitata a dichiarare che i controlli riguarderanno 22 tratte autostradali. Si tratta quindi di 44 portali, contro gli oltre 300 che erano attivi prima della sentenza della Corte d'appello di Roma che in aprile ha portato allo spegnimento del Tutor. Ufficialmente non sono stati forniti ulteriori dettagli e un primo elenco circolato tra gli addetti ai lavori un paio di settimane fa era stato smentito con nettezza.

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Si può comunque pensare che saranno messe sotto controllo (con apparati installati in corrispondenza di portali su cui già era installato il Tutor originario) tratte di circa 20-30 chilometri comprese tra uno svincolo autostradale e quello successivo. Mentre il sistema originario copriva più tratte contigue fino a tenere sotto controllo anche centinaia di chilometri consecutivi (come sulla A1 l'intero percorso tra Milano e Bologna e tra Orte e Napoli), ora è molto probabile che ci si debba fermare a effettuare rilevazioni solo su poche tratte delle principali autostrade (A1 e A14 innanzitutto, poi forse A4, A10, A16 e A30).

Non si sa se questa limitatezza sia dovuta al fatto che non c'è stato tempo per attrezzare altri portali o al fatto che il nuovo sistema richieda linee di trasmissioni dati e computer di elaborazione centrale dei dati più potenti di quelli già presenti.

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