lo scontro nella maggioranza

Autostrade, governo diviso sulla trattativa: cresce l’ipotesi di revoca della concessione

Conte, De Micheli e Pd favorevoli a trattare, ma serve un rilancio Aspi. Per i 5 stelle la revoca, a cui Italia Viva è contraria, rimane l’unica strada

di Giorgio Santilli

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Conte, De Micheli e Pd favorevoli a trattare, ma serve un rilancio Aspi. Per i 5 stelle la revoca, a cui Italia Viva è contraria, rimane l’unica strada


2' di lettura

Il dossier della revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia entra nel vivo e cresce la tensione fra gli alleati di governo. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli stanno cercando una soluzione che eviti la revoca, ma fanno sapere chiaramente e senza mezzi termini che sono pronti alla revoca se non ci saranno da parte di Aspi forti aperture nel senso di una revisione della convenzione, della riduzione delle tariffe e del rafforzamento degli investimenti in manutenzione.

Ieri i due si sono parlati, prima del Consiglio dei ministri, ma hanno dovuto prendere atto - dopo l’intervista della ministra a Repubblica e le nuove bordate dei Cinque stelle - che il governo continua a essere diviso.

Le posizioni dei partiti
Alla stessa conclusione è giunto più tardi uno scambio di idee fra il premier e i capidelegazione dei quattro partiti che compongono la maggioranza (c’erano Di Maio per M5S, Franceschini per il Pd, Speranza per Leu e Scalfarotto per IV). Mentre Cinque stelle non ammette altra soluzione che non sia la revoca, Italia Viva ha ribadito anche in serata che «siamo pronti alle barricate contro la revoca della concessione ad Autostrade: l’Italia non può segare il ramo su cui è seduta, con un atto del genere perderemmo ogni credibilità verso gli investitori internazionali».

Richiesta di revoca
Leu si sposta intanto verso la richiesta di revoca mentre il Pd oggi sembra meno ottimista sulla possibilità di trovare una intesa. In assenza di un forte rilancio in tempi brevi di Aspi, che aveva proposto un indennizzo di 700 milioni unanimente considerato insufficiente all’interno del governo, l’ipotesi della revoca sarà destinata a crescere ancora molto nei prossimi giorni.

Le tempistiche
Anche sui tempi della decisione, che sembravano destinati a una accelerazione, ieri è tornato tutto in alto mare, anche se un primo segnale è probabile che il governo lo dia già la prossima settimana.

Era stato il sottosegretario alle Infrastrutture dei Cinque stelle, Giancarlo Cancelleri, a ribadire in mattinata che «la revoca delle concessioni ad Autostrade resta l’unica soluzione». In realtà Cancelleri se la prendeva con una ipotesi di maximulta smentita seccamente anche dalla De Micheli.

L’ipotesi multa
«Una maxi multa - aveva detto Cancelleri - non rende giustizia alle 43 vittime del crollo del ponte Morandi. Una maxi multa è un compromesso inaccettabile dopo gli infiniti crolli e disagi dovuti all'incuria delle opere autostradali concesse ad Autostrade. Lo Stato - aveva continuato Canelleri - non gioca al ribasso e una maxi multa è uno sconto troppo alto a chi negli anni si è arricchito non garantendo la sicurezza delle autostrade italiane e dei cittadini che le percorrono ogni giorno. Il Movimento 5 Stelle non fa sconti». Se la maximulta è un compromesso inaccettabile, una revisione delle concessioni da qui al futuro potrebbe anche mettere d’accordo gli alleati di governo.

Per approfondire:
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