la relazione: «societÀ inadempiente»

Autostrade, per il Mit si può rinegoziare ma attenzione al contenzioso


default onloading pic
Fotogramma

2' di lettura

«I possibili rischi discendenti dallo squilibrato contenuto e dalle modalità di approvazione della Convezione potrebbero comunque consigliare una diversa soluzione, rimessa alla valutazione politica o legislativa volta alla rinegoziazione della convenzione». In sintesi il Governo può rinegoziare la convenzione con Autostrade. È questa una delle conclusioni della relazione del pool di giuristi incaricati dal Mit di esaminare la “procedura di caducazione” della convenzione di Aspi per la gestione delle autostrade.

Questo perché Autostrade è stata inadempiente. Nella relazione si parla anche di rischio per lo Stato di dover affrontare «contenzioso di importi rilevanti». I tecnici del ministero spiegano inoltre che «sussiste l'inadempimento di Autostrade per l'Italia agli obblighi di custodia e restituzione e di manutenzione». Tali adempimenti, proseguono i giuristi «hanno il carattere della gravità in relazione all'interesse complessivo affidato alla cura del concedente».

Il crollo del Ponte Morandi è «il tratto finale di una sequenza casuale, da tempo in corso, che il concessionario non è stato in grado di arrestare o deviare pur essendo a ciò tenuto». La relazione elenca infatti una lunga serie di allarmi e segnali di degradazione dell’opera «senza che facesse riscontro l'intensificarsi della spesa per interventi strutturali che anzi dal 2005 ad oggi è stata pari a soli 440mila euro».

Questo «quand'anche si accertasse un domani, ragionando per mera ipotesi, che l'ultima causa del crollo sia da rinvenire nella perdita di un carico pesante come prospettato dalla stessa Aspi». Una ipotesi definita «estremamente improbabile» dalla relazione.

Nella relazione si precisa di «ritenere opportuno» prefigurare «le conseguenze» che potrebbero derivare dalla risoluzione della Convenzione unica che Aspi ha sottoscritto con lo Stato, «anche per fornire ai competenti vertici politici un quadro più completo del contesto entro cui decidere se perseguire la strada della risoluzione oppure preferire altre soluzioni tese a ricondurre ad equilibrio il rapporto concessorio Aspi e fugare così i rilevanti dubbi generati» dal crollo del Ponte Morandi, «sull'efficienza complessiva del sistema di valutazione e manutenzione delle tratte» autostradali in concessione.

La relazione ricorda che Aspi potrebbe aprire un contenzioso contro il provvedimento di risoluzione nonostante lo Stato abbia possibilità di chiedere «un risarcimento degli ingenti danni», e sottolinea che «un ulteriore tema di contenzioso potrebbe essere rappresentato dalla valutazione della gravità dell'inadempimento, un'area in cui è maggiormente incidente la discrezionalità del giudice, con la conseguente conservazione del rapporto concessorio» cui si aggiungerebbero a quel punto «anche il risarcimento integrale del danno compreso quello del danno reputazionale eventualmente sofferto dalla capogruppo» di Aspi, cioè Atlantia.

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...