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Autostrade incalza il Governo: subito 1,6 miliardi per la rete

La compagnia mette sul tavolo della trattativa un bando da 450 milioni. Se non scatterà la revoca e si troverà l'intesa previsti altri 1,2 miliardi entro il 2020

di Laura Galvagni

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La sede di Autostrade (Imagoeconomica)

La compagnia mette sul tavolo della trattativa un bando da 450 milioni. Se non scatterà la revoca e si troverà l'intesa previsti altri 1,2 miliardi entro il 2020


3' di lettura

Circa 1,65 miliardi di investimenti complessivi da far partire entro il 2020, di cui 450 milioni inseriti in un bando che verrà pubblicato ad ore. Atlantia e Autostrade alzano la posta in vista di nuovi contatti con il governo per definire un accordo che chiuda, in un senso o nell’altro, il capitolo della potenziale revoca della concessione in capo ad Aspi. E così si giocano una carta che in questa fase ha una duplice valenza: mostrare all’esecutivo che, nonostante il contesto “litigioso”, e non potrebbe essere altrimenti visto la tragedia del Ponte Morandi, e di traffico zero sulla rete, l’azienda vuole rispettare gli impegni messi a piano; allo stesso tempo la compagnia si candida a intervenire subito sul territorio per far ripartire il paese dopo la pausa forzata imposta dall’emergenza Coronavirus.

Così si spiega la mossa studiata nei giorni scorsi dall’amministratore delegato di Aspi, Roberto Tomasi. Il tempo stringe, la società è consapevole che va definita una tregua e per farlo è necessario mettere in campo tutte le armi a disposizione. D’altra parte la questione “revoca” non è un tema risolto. Anzi, il negoziato con l’esecutivo sarà uno dei punti chiave del consiglio di amministrazione della holding convocato per oggi. Il tassello è funzionale anche in un’ottica di futura chiusura del bilancio. Non a caso sul tavolo del board, come riferito ieri da Radiocor, arriveranno anche le attività preparatorie per l’approvazione dei conti 2019, prevista per fine mese.

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Le trattative con l’esecutivo sul tema della convenzione, con particolare riferimento al famoso articolo 35 del Milleproroghe, sono riprese nelle ultime settimane e sono ormai entrate nel vivo: nel cda di oggi non è attesa alcuna svolta ma i manager faranno il punto sulle interlocuzioni tra Aspi e i tecnici del ministero delle Infrastrutture, anche dopo la presentazione in anticipo del Pef (avvenuta venerdì scorso).

Ed è in questo quadro, dunque, che si inserisce la nuova mano tesa del gruppo, dopo la proposta da oltre 4 miliardi messa sul piatto per aprire il negoziato con il governo. A stretto giro, verranno emessi una serie di bandi il cui valore complessivo ammonterà a oltre 450 milioni. Si tratta di attività di progettazione e assistenza tecnica, direzione lavori e coordinamento per la sicurezza, in sostanza fondamentalmente di servizi di ingegneria. Il primo bando, di 81,5 milioni, è già stato pubblicato pochi giorni fa. Contemporaneamente, nell’ambito del piano strategico a suo tempo delineato, Aspi sta creando una nuova Business Unit di Ingegneria, che entrerà a regime a partire dal prossimo giugno e, con oltre 1000 addetti tra tecnici e ingegneri specializzati, rappresenterà uno dei più importanti poli d’ingegneria del paese. Circa 250 ingegneri saranno neo-assunti.

I 450 milioni rappresentano però, a condizione che si firmi un patto con l’esecutivo che consenta all’azienda di poter tornare a finanziarsi sul mercato (ora l’accesso a nuove risorse, complice il rating spazzatura e il Milleproproghe, è di fatto chiuso), solo una parte dei denari che potrà essere messa al servizio di una possibile ripartenza. Aspi, sulla scorta delle autorizzazioni già incassate dal ministero delle Infrastrutture, ha calcolato che può attivare già nel 2020 circa 1,2 miliardi di euro di interventi. In particolare, grazie ad attività di progettazione già concluse negli scorsi mesi, possono essere avviati i cantieri sulle tratte Firenze Sud-Incisa sulla A1 (320 milioni), Ravenna – Bologna San Lazzaro sulla A14 (205 milioni), Firenze - Pistoia sulla A11 (350 milioni). Gli investimenti e i cantieri contenuti nel piano di trasformazione produrranno l’assunzione di oltre 1.000 persone entro i prossimi tre anni.

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