CROLLO PONTE MORaNDI, L’INCHIESTA BIS

Autostrade, l’ipotesi del «sistema» per addolcire i report sui viadotti

di Ivan Cimmarusti

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4' di lettura

Anche Aspi sapeva che i report sullo stato di cinque viadotti erano stati falsificati. Per questo la procura della Repubblica di Genova ha iscritto nel registro degli indagati anche Michele Donferri Morelli, responsabile nazionale della manutenzione di Autostrade. L’inchiesta, uno stralcio di quella sulla strage del Ponte Morandi, riguarda il Gargassa e il Pecetti sull’A26 (Liguria), il Moro sull’A14 (Abruzzo), il Paolillo sull’A16 (tra la Puglia e la Campania) e il Sei Luci, che si collegava al Morandi.

Relazioni studiate a tavolino
L’ipotesi è che le relazioni tecniche fossero studiate a tavolino per celare lo stato «disastrato» dei viadotti. Con Donferri Mirella ci sono altri 14 indagati, tra i quali Antonio Galatà, ad di Spea engineering, controllata dal gruppo Atlantia, Gianni Marrone, direttore del VII-VIII Tronco di Aspi e il manager di Spea Massimo Giacobbi. Gli inquirenti liguri - coordinati dal procuratore capo di Genova Francesco Cozzi, dall’aggiunto Paolo D’Ovidio e dai sostituti Walter Cotugno e Massimo Terrile - hanno messo sotto accertamento cinque viadotti sparsi lungo la rete autostradale: il Gargassa e il Pecetti sull'A26 (Liguria), il Moro sull’A14 (Abruzzo), il Paolillo sull’A16 (tra la Puglia e la Campania) e il Sei Luci, che si collegava al Morandi. Ponti per i quali «non esiste alcun rischio sicurezza», hanno precisato a gennaio scorso da Aspi, e che erano stati oggetto di un report del 4 dicembre inviato dalla società del gruppo Atlantia al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. «In nessun caso – aggiunse Aspi – è stato riscontrato alcun problema riguardante la sicurezza di tali opere che, peraltro, sono state oggetto di verifica anche da parte dei competenti uffici ispettivi del Ministero».

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I verbali a sommarie informazioni
Tuttavia l’analisi investigativa dei documenti, incrociata con i verbali a sommarie informazioni dei tecnici di Spea, ha consentito al primo gruppo della Guardia di finanza di Genova, al comando del colonnello Ivan Bixio, di aprire il nuovo procedimento per falso. È emerso un sospetto trend, teso ad «addolcire» le relazioni tecniche sullo stato dei cinque viadotti (su un totale di 1.943 gestiti da Autostrade per l’Italia). Un presunto «sistema», dunque, che avrebbe avuto lo scopo di «ammorbidire» determinati termini, così da rinviare o annullare gli interventi di ripristino o restauro. La tecnica - è l’ipotesi preliminare degli investigatori - sarebbe stata utilizzata anche nella gestione e manutenzione del ponte Morandi. Stando ai verbali di alcuni ingegneri di Spea, infatti, le relazioni «talvolta erano state cambiate dopo le riunioni con il supervisore Maurizio Ceneri (ingegnere di Spea, ndr) mentre in altri casi era stato Ceneri stesso a modificarli senza consultarsi con gli altri». Si tratta, allo stato, di ipotesi suffragate esclusivamente da una serie di dichiarazioni rilasciate agli inquirenti. Per questo le Fiamme Gialle hanno compiuto numerose perquisizioni nelle sedi di Spea a Genova, Firenze, Bologna, Milano Terni e Bari, dove è stata anche perquisita la sede della direzione di Tronco di Aspi.

La relazione di Autostrade
Ma andiamo per gradi, analizzando la condizione dei cinque viadotti sotto indagine.
Paolillo - Il difetto era localizzato su una porzione limitata della trave di bordo destro sottostante la corsia di emergenza. All'epoca dell'ispezione del Mit (22 novembre 2018) era già presente un cantiere con l'esclusione della corsia di emergenza installato per l'imminente avvio dei lavori, la cui progettazione era stata affidata un mese prima. In data 7 dicembre la Direzione di Tronco ha consegnato al Mit una verifica di sicurezza sviluppata con modalità disposte dallo stesso, che avrebbe confermato l'idoneità delle limitazioni di cantiere già a suo tempo adottate.
Moro - È in corso un intervento di manutenzione programmato in due fasi, di cui una sugli impalcati di 13 campate (su 25) e la seconda per la restante parte dell'opera. L'importo complessivo è di circa 13 milioni di euro. All'epoca dell'ispezione Mit (inizio novembre 2018), era già presente un cantiere funzionale all'esecuzione dei lavori sui difetti oggetto di verifica, che garantiva la piena sicurezza dell'opera, della circolazione e degli addetti alla esecuzione dei lavori. A fine novembre 2018 la Direzione di Tronco ha consegnato al Mit una verifica di sicurezza sviluppata con modalità disposte dallo stesso, che avrebbe confermato l'idoneità delle limitazioni di cantiere già a suo tempo adottate.
Pecetti - Alla data dell'ispezione Mit (seconda metà novembre) era già presente un cantiere con l'esclusione della corsia di marcia per lavori in corso dall'11 ottobre sui difetti oggetto di verifica. Nel successivo sopralluogo del 30 novembre il Mit avrebbe preso atto dello stato dei lavori in corso sulla trave, riscontrando, sulle altre parti dell'opera, l'assenza di difettosità rilevanti.
Gargassa - Nel corso delle ispezioni Mit del 19 e 30 novembre 2018, il ministero stesso prescriveva l'esecuzione di rimozione di alcune porzioni superficiali di calcestruzzo degradato, puntualmente eseguite. I difetti riscontrati sarebbero privi di qualsiasi influenza statica e di sicurezza. Sono attualmente in corso gli interventi di ripristino delle porzioni asportate. Sono attualmente in corso gli interventi di ripristino delle porzioni asportate. Si segnala che sull'opera la Concessionaria ha pubblicato in data 16/11/2018 sulla Gazzetta Ufficiale il bando di gara relativo ai lavori di manutenzione ordinaria concernenti il ripristino conservativo del viadotto.
Sei Luci - Si tratta di una piccola opera di svincolo tra l'A10 e l'A7 vicino al Morandi. La Direzione di Tronco di Genova conferma di aver eseguito dal 23 al 27 dicembre 2018 un intervento di ripristino del calcestruzzo copriferro che non comportava alcuna influenza sotto il profilo statico. Anche questo intervento è stato formalmente comunicato a tutte le autorità competenti.

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