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Autostrade, in Liguria cantieri senza fine: «La normalità tornerà nel 2025»

Francesco Sapio, direttore del 1° Tronco di Autostrade per l’Italia: «In Liguria un piano da 7,9 miliardi per ammodernare e potenziare la rete»

di Raoul de Forcade

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3' di lettura

Sulle autostrade liguri, dopo il 2022 «l’impatto dei cantieri e la situazione della viabilità andranno progressivamente migliorando»; ma il ritorno «a livelli sostenibili di mobilità» non è previsto prima del 2024 e solo dal 2025 in poi «la presenza dei cantieri sulla rete sarà “normalizzata”». A spiegarlo è Francesco Sapio, direttore del 1° Tronco di Autostrade per l’Italia (che comprende la rete della Liguria), il quale spiega come l’azienda stia lavorando per cercare di terminare il più rapidamente possibile i lavori di ammodernamento che interessano le autostrade liguri, i più impattanti dei quali, per il traffico, riguardano le gallerie.

Nei giorni scorsi, dopo una riunione del tavolo tecnico ministeriale sui cantieri autostradali, è scattato, per la Liguria, l’alleggerimento dei lavori per il mese di agosto, con in più lo smontaggio dei cantieri nei fine settimana. Fanno eccezione, per la rete di Aspi, alcuni interventi non rinviabili sul nodo di Genova.

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Nuove norme dopo il crollo del Morandi

Dopo il crollo del ponte Morandi, il 14 agosto 2018, tra quell’anno e il 2020, sono state introdotte nuove norme, con l’intento di portare a compimento un vero ammodernamento della rete autostradale italiana; l’obiettivo, spiega Sapio, è di «conferire ai ponti e alle gallerie prestazioni superiori a quelle per le quali erano state progettate 50-60 anni fa, equiparandole alle nuove costruzioni». Da qui l’imponente impegno che riguarda la rete ligure, ove si contano 285 gallerie (il 48% del totale in gestione ad Aspi), e 516 ponti e viadotti (26% del totale Aspi).

Piano da 7,9 miliardi per la rete autostradale

«In Liguria - afferma Sapio - è in corso un importante piano di ammodernamento e potenziamento della rete, per un totale di 7,9 miliardi (contando anche nuove opere come gronda, nodo di San Benigno, tunnel subportuale di Genova, tunnel della Fontanabuona, ndr)». Di questi, 1,6 miliardi sono destinati all’ammodernamento di ponti, gallerie, barriere di sicurezza e antirumore e riguardano cinque asset: «adeguamento strutturale di ponti e viadotti; adeguamento delle gallerie alla normativa antincendio; adeguamento strutturale delle gallerie; riqualifica delle barriere di sicurezza (guard rail, ndr); risanamento e riqualifica delle barriere acustiche». I lavori a più alto impatto sul traffico sono quelli fatti in galleria.

Cantieri, meno impatto sul traffico

Da due anni a questa parte, peraltro, l’impatto dei giorni di cantieri aperti sul traffico, sostiene Sapio, «è andato diminuendo: nel 2020 abbiamo registrato 35mila giorni/cantiere; nel 2021 20mila (-44%), nel 2022 ne stimiamo 17mila (-51% sul 2020 e -10% sul 2021). Siamo consapevoli che i disagi non sono ancora finiti. L’analisi della pianificazione degli interventi mostra che il 2022 sarà ancora un anno con un alto grado di cantierizzazioni e sarà l’anno in cui verrà completata l’analisi conoscitiva di tutte le opere iniziata nel 2020, ai sensi delle nuove norme. Invece, nel primo semestre del 2023 saranno sostanzialmente completati i lavori di adeguamento degli impianti antincendio di tutte le gallerie della rete ligure e saranno completati i lavori delle gallerie dell’A26. A partire dal 2023, si assisterà a una progressiva diminuzione dei cantieri fino al 2025. Da quel momento in poi, la presenza dei cantieri sulla rete sarà “normalizzata” e il loro impatto sarà relegato a situazioni puntuali concentrate in brevi periodi dell’anno».

Guardando gli interventi nei singoli asset (i dati sono di Aspi), per l’adeguamento delle gallerie (da 785 milioni), il termine dei lavori è previsto nel 2023 sull’A26, mentre le altre tratte saranno completate entro il 2026. Per l’adeguamento dei sistemi antincendio in galleria (opera da circa 67 milioni di euro) la fine dei lavori è prevista per il 2023. Per ponti e viadotti (se ne devono ammodernare 50, con 150 milioni) il termine lavori è previsto nel 2024: Per la riqualifica dei guard rail (820 chilometri di barriere, per un importo di 303 milioni) il termine dei lavori è previsto per il 2028; è il periodo più lungo ma l’impatto delle cantierizzazioni viene definito da Aspi «moderato». Per il risanamento e la sostituzione delle barriere acustiche (investimento da 250 milioni) l’ultimazione dei lavori è prevista per il 2025.

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