caos liguria

Autostrade, il Mit scrive ad Aspi: «Cronoprogramma non rispettato. Ora risarcimento danni»

L’ispettore del ministero Migliorino scrive ad Autostrade per l’Italia che non ha chiuso per tempo i lavori nelle gallerie liguri. La replica di Aspi: «opere concluse entro il 29 luglio»

di Raoul de Forcade

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(ANSA)

L’ispettore del ministero Migliorino scrive ad Autostrade per l’Italia che non ha chiuso per tempo i lavori nelle gallerie liguri. La replica di Aspi: «opere concluse entro il 29 luglio»


3' di lettura

Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti contesta, in una lettera ad Autostrade per l’Italia, il mancato rispetto del cronoprogramma riguardo al termine dei lavori sulle gallerie autostradali della Liguria. E mette sul piatto, spiegano fonti ministeriali, una richiesta di risarcimento danni ad Aspi per le numerose inadempienze.

Il ministro Paola De Micheli, infatti, ha convocato per il 29 luglio Aspi e, nel corso dell’incontro, sottolineano al Mit, formalizzerà la richiesta di risarcimento alla società concessionaria.

Placido Migliorino, ispettore del Mit incaricato di seguire le opere, ha scritto, dunque, ad Aspi contestando il fatto che non è stato rispettato il termine del 28 luglio per lo stop ai lavori in Liguria, dopo che erano saltati anche gli altri termini precedentemente indicati.

L’oggetto della lettera è il seguente: «Contestazione termini di attuazione del cronoprogramma dei lavori e delle ispezioni delle gallerie liguri». Migliorino scrive che, il cronoprogramma è stato «ripetutamente disatteso da Aspi».

In particolare, aggiunge, in data 20 luglio , «nel corso di un sopralluogo» Autostrade aveva assicurato che sarebbero state «completate entro il 28 luglio le attività» per tre gallerie in particolare: la Montemoro Est sull’A12; la Turchino Nord sulla A26; la Bertè Nord sulla A26 (in questa galleria si erano staccati, a dicembre 2019, dei frammenti della volta).

Per quanto riguarda poi il programma dei lavori, scrive ancora Migliorino, «Autostrade ha ritenuto di disattendere le indicazioni del ministero e di non utilizzare sistemi di indagine indicati dal ministero».

La replica di Aspi

Aspi, da parte sua, ha annunciato che concluderà entro oggi il piano di ispezioni sulle 285 gallerie della rete ligure. «Nelle prossime ore – recita una nota di Aspi - verranno infatti terminate le ultime attività di ispezione», eseguite, sottolinea il testo, «rispettando le prescrizioni e le tempistiche indicate» dal Mit «lo scorso 29 maggio» e si raggiungerà «così il 100% dei tunnel della rete Aspi situati nella regione Liguria».

Fonti di Aspi, inoltre, replicano al ministero che «non esiste alcuna prescrizione del Mit che abbia imposto ad Aspi di terminare le ispezioni il 28 luglio. L’unica prescrizione che abbiamo ricevuto, e che abbiamo contestato subito in quanto inapplicabile, era di terminare entro il 30 giugno».

Una data, proseguono le fonti Aspi, «che poi lo stesso Mit ha procrastinato più volte, evidentemente rendendosi conto della sua non applicabilità. Tutta la documentazione formale denota che Aspi ha agito nel pieno rispetto delle prescrizioni del Mit. La società è a disposizione per confrontarsi con il concendente, così come in ogni altra sede che sarà valutata opportuna».

Il ministero tira dritto

Ma il punto di vista del Mit è completamente diverso. «Aspi – spiegano fonti del dicastero – aveva fornito un cronoprogramma per i lavori in Liguria che è stato smentito dai fatti. Il 28 luglio doveva essere il termine ultimo per chiudere i lavori. Termine rinviato già altre tre volte: il 10, il 18 e il 21 luglio. È l’ennesima promessa non mantenuta».

Per questo il Mit ha deciso di muoversi senza più indugi. E Migliorino ha preso carta e penna e ha scritto ad Aspi, contestando le inadempienze sulle basi della quali si delinea anche una richiesta di risarcimento per i danni causati dai ritardi.

«È quanto accaduto finora – dicono al ministero – che porta a una richiesta di risarcimento danni. E se i lavori terminano il 29 luglio non cambia nulla. Non è l’episodio di oggi la causa scatenante della lettera ma un susseguirsi di inadempimenti».


L’avviso precedente

Migliorino, peraltro, aveva già inviato, il 21 luglio scorso, una prima lettera di contestazione ad Aspi in cui, oltre a ricostruire la vicenda dei lavori nelle gallerie, dice, tra l’altro, di aver eseguito «in data 20 luglio 2020» un sopralluogo «nelle gallerie del circondariato di Genova, constatando la mancata attuazione dei termini di ultimazione previsti» nel cronoprogramma.

Migliorino in quel documento sottolinea anche che «la società concessionaria ha relazionato il concedente circa il cronoprogramma dei lavori da eseguire», con una nota del 16 luglio 2020.

Ma, sostiene l’ispettore, «anche il programma di ispezioni previsto» in quella nota, «ha subito un ulteriore slittamento nei termini dimostrando, anche in questo caso, l’inattendibilità delle previsioni programmatiche».

La Procura indaga

Intanto, una quindicina di tecnici e responsabili di Spea, la società che si occupava delle ispezioni e manutenzioni per conto di Aspi, sono stati sentiti, in questi giorni, dalla Procura di Genova come persone informate dei fatti, nell’ambito dell’inchiesta sulle ispezioni nelle gallerie.

I testi, a quanto risulta, avrebbero in parte confermato quello che per gli investigatori stava già emergendo e cioè che le ispezioni non erano approfondite.

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