il nodo concessioni

Autostrade, ora l’Anas vuole lo scudo penale per il subentro

Per gestire le concessioni é ritenuta necessaria la due diligence finanziaria. Da capire su quale soggetto ricadranno le responsabilità di eventuali problemi

di Sara Monaci

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Per gestire le concessioni é ritenuta necessaria la due diligence finanziaria. Da capire su quale soggetto ricadranno le responsabilità di eventuali problemi


3' di lettura

Subentrare nelle concessioni autostradali affidate ad Aspi non sembra tanto facile neppure per Anas. Se infatti da una parte la società dei Benetton, Autostrade per l’Italia, contesta l’incostituzionalità del provvedimento di revoca inserito nel decreto Milleproroghe dal governo, nemmeno per Anas, che dovrebbe ricevere l’incarico di gestire in prospettiva 3mila chilometri di strade, la questione è semplice.

Si parla dell’ipotesi che Aca, contenitore ad hoc della società statale Anas, subentri ai Benetton. Tuttavia ci sono questioni aperte che dovrebbero essere affrontate a gennaio dal cda di Anas. Che, essendo una società per azioni, vuole evitare di trovarsi di fronte a rischi non calcolati.

I tre nodi per Anas
Questo mese verrà effettuata un’analisi accurata per definire oneri e onori del subentro. Tre sono gli interrogativi che andranno sciolti per agevolare l’attività di Anas.

Prima di tutto, in caso di eventuali problemi futuri alle infrastrutture, su chi ricadrebbe la responsabilità penale della manutenzione non eseguita negli anni passati? È possibile mettere in piedi una sorta di “scudo penale” per Anas?

Secondo punto: chi sosterrà l’equilibrio finanziario nella gestione delle strade liguri visto che il pedaggio è momentaneamente sospeso?

Infine: Anas non ha ancora ricevuto il pagamento della concessione dell’autostrada dei Parchi (Teramo-Roma), appartenente al gruppo Toto. Sia per il periodo 2015-2016 che per il periodo 2017-2018 i pagamenti sono stati rimandati per legge alla fine della concessione, intorno al 2030 (per via dei problemi del territorio a seguito del terremoto). Ma il problema si sta creando anche per il 2019. Chi sanerà il buco dei mancati incassi?

Questi quesiti saranno probabilmente affrontati da Anas nel prossimo cda, prima di prendersi l’incarico di subentrare ad Aspi. Sarà dunque necessaria una due diligence. Senza contare il fatto che Aspi avvierà comunque una battaglia legale.

Il braccio di ferro
Il ministro degli Affari esteri Luigi Di Maio - che quando si cominciava a parlare di revoca delle concessioni ad Aspi, subito dopo il crollo del ponte Morandi di Genova, era responsabile del ministero dello Sviluppo economico - parla della norma inserita nel Milleproroghe come di un successo. «Questo decreto dice finalmente che si avvia un percorso per alcune infrastrutture che ci permette di revocare le concessioni ai Benetton - ha detto ieri su facebook - Tutti si sono scandalizzati perché è crollato il titolo di Atlantia (holding di Aspi, ndr), ma chi si è scandalizzato non lo ha fatto quando è crollato il Ponte Morandi. È crollato il ponte e non si sa di chi è la colpa, invece ogni dichiarazione sulle concessioni è diventata un attentato ad Autostrade». Il governo insomma vuole andare avanti su questa revoca parziale della concessione, per ora limitato al nodo ligure ma che potrebbe estendersi in caso di manutenzione inadempiente. Questa almeno l’intenzione.

La norma del Milleproroghe prevede: la sospensione degli aumenti dei pedaggi per le società che non firmano le nuove convenzioni basate sul sistema introdotto dall’Autorità dei trasporti; l’individuazione di Anas quale gestore provvisorio nei casi di revoca delle concessioni; l’indennizzo dovuto al concessionario in caso di revoca della concessione sarà più basso se si ritiene ci sia stato un inadempimento. Verrà cioè riconosciuto il solo valore delle opere realizzate più gli oneri accessori, al netto degli ammortamenti e di eventuali costi/penali.

Autostrade per l’Italia ha contestato le norme ritenendo che presentino «rilevanti profili di incostituzionalità e contrarietà alle norme europee», e che alzino il livello di scontro.

Intanto ieri il ministero delle Infrastrutture ha bloccato, sempre con il Milleproroghe, il 95% degli incrementi tariffari previsti sul 95% della rete autostradale. E Aspi assicura che entro due mesi saranno controllate tutte le gallerie, dopo il crollo di parte del soffitto lungo la A26 in Liguria.

Per approfondire:
Il governo è davvero vicino a revocare la concessione ad Autostrade?

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