dopo l’incidente

Autostrade, ponte sulla A14: il transito sarà ridotto a due corsie

di Maurizio Caprino

Tra polemiche e blocchi, le esigenze di infrastrutture dell’Italia


1' di lettura

Non ci sono particolari problemi strutturali dietro il distacco di un pezzo di cemento armato dalla sede stradale del ponte sul Reno, che lunedì ha ferito al volto una donna americana in transito nel tratto urbano bolognese dell’A14. Ma probabilmente in corrispondenza del ponte verrà ridotto il limite di velocità e verrà disattivata la terza corsia dinamica, per cui si circolerà solo sulle due corsie più a sinistra anche nei momenti di maggior traffico, con prevedibile aumento delle code rispetto al solito.

Questo è l’esito dei primi controlli effettuati dai Vigili del fuoco dopo l’incidente, su cui indaga la Procura di Bologna. È intervenuto anche il locale Uit (Ufficio ispettivo territoriale) della direzione vigilanza (Dgvca) del ministero delle Infrastrutture, che ha il compito di controllare le inadempienze dei gestori autostradali rispetto ai contratti di concessione . Un tema caldo, dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova, che ha portato all’avvio di una procedura per “caducare” la concessione ad Autostrade per l’Italia (Aspi).

Nel caso del ponte sul Reno, molto più corto e meno critico strutturalmente rispetto al Morandi, il problema è il dislivello che si crea sulla carreggiata in corrispondenza dei giunti. Tanto che da anni non solo si avvertono sobbalzi: a volte la parte metallica dei giunti che affiora dall’asfalto danneggia le gomme dei veicoli in transito, fino a tagliarle, causando situazioni di rischio.
Negli ultimi due anni all’altezza del ponte sul Reno si contano 24 incidenti, con due feriti.

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