ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùinfrastrutture

Autostrade prepara l’ultima carta per evitare la revoca

Maxi piano di investimenti, compensazione e garanzie sulla qualità del servizio

Laura Galvagni


Autostrade, De Micheli: sulle concessioni non faremo sconti

2' di lettura

Il consiglio di amministrazione di Autostrade per l’Italia si dovrebbe tenere attorno al prossimo 16 gennaio. E sul tavolo del board arriverà il nuovo piano industriale della compagnia. Progetto al quale, come è noto, l’amministratore delegato Roberto Tomasi lavora da tempo. La società ha bisogno di una programmazione triennale, a prescindere da quale sarà l’esito del braccio di ferro attualmente in atto con il Governo.

Sarà dunque un piano in continuità rispetto allo scenario attuale, che prescinde quindi da eventuali ipotesi di revoca o di risoluzione. E proprio per questo potrebbe anche essere l’ultima carta a disposizione dell’azienda per provare a tenere stretta la rete autostradale.

Per farlo evidentemente servirà uno sforzo ben superiore a quanto preventivato anche solo nei mesi scorsi. D’altra parte quanto emerso recentemente nelle indagini relative al crollo del Ponte Morandi ha imposto una profonda riflessione interna alla compagnia. Per questo Tomasi sta lavorando a un business plan che rappresenti chiaramente «un cambio di passo» rispetto al passato.

Questo impone naturalmente forti investimenti in manutenzione, oltre a quanto già previsto. Non solo, uno dei temi centrali dovrà anche essere la qualità del servizio. E di conseguenza l’impegno su questioni cruciali come la sostenibilità e la tecnologia.

Se queste sono le linee guida, dirimente sarà senza dubbio la mole di denari che Aspi si renderà disponibile a mettere sul piatto per rilanciare immagine e rete. Non è detto che tutto questo basti. Anzi, una parte dell’esecutivo appare determinata a non concedere sconti.

In un colloquio con Bloomberg, Salvatore Margiotta, sottosegretario al ministero delle Infrastrutture, ha dichiarato che si aspetta che il premier Giuseppe Conte risolva la questione a gennaio, e comunque prima che inizi un dibattito parlamentare sulle nuove regole sulle concessioni. «È evidente che il minimo che si può chiedere è un risarcimento economico molto sostanzioso, una revisione dei pedaggi, un vero piano di manutenzione, forse con la supervisione e con i soldi di Autostrade ma non direttamente da Autostrade», ha detto Margiotta che ha aggiunto: «L’altra possibile soluzione è la revoca, che il governo sta valutando. Questo non può essere escluso». Nessuna indicazione è emersa invece rispetto a quello che potrebbe essere l’ammontare della transazione.

Di certo, da parte sua Autostrade, come dichiarato dall’amministratore delegato Tomasi, è intenzionata a proseguire i colloqui con il governo per provare a evitare la revoca e in proposito Aspi ha presentato proposte, inclusi nuovi investimenti e possibili compensazioni economiche. Il piano industriale potrebbe dunque essere l’ultima opzione sul tavolo.

Altri articoli
Pedaggi, rincari congelati per il 95% della rete. Quattro eccezioni
Da Autostrade all'Ilva il “deja vu” di uno Stato a metà tra Pantalone e Paperone

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...