TRASPORTI

Autostrade, sciopero nazionale il 9 e 10 agosto

L’annuncio dei sindacati: protesta di 4 ore che riguarderà il primo giorno il personale dei caselli e il secondo il personale amministrativo e commerciale.

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3' di lettura

Sciopero nazionale delle autostrade domenica 9 agosto e lunedì 10. Lo hanno annunciato Filt Cgil, Uiltrasporti, Ugl Viabilità e Sla Cisal: l’astensione dal lavoro sarà di 4 ore, e riguarderà il 9 il personale dei caselli e il 10 il personale amministrativo e commerciale.

Una decisione speigata così da Marco Verzari, segretario nazionale della Uiltrasporti in una videconferenza insieme a Filt Cgil, Ugl Viabilità e Sla Cisal: «È stata una scelta non facile che però per noi era ormai ineludibile: il settore sta vivendo come tutti un momento gravissimo, ma con sistema relazioni industriali che dire carente è poco, addirittura a volte inesistente. E affrontare un problema come la pandemia in un settore fondamentale con un sistema di regole inesistente è complicato e ha creato una serie di disastri. La situazione era talmente critica che non potevamo non dare una risposta».

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I motivi della protesta

«Alla base della protesta - spiegano le organizzazioni sindacali - il ricorso eccessivo alla cassa integrazione e le modifiche unilaterali a orari e turni di lavoro rispetto alle previsioni del contratto nazionale, che in alcune concessioni hanno avuto conseguenze sul servizio agli utenti, per il mancato rispetto delle norme del ministero dei Trasporti sui presidi minimi dei caselli. Una situazione aggravata dall’emergenza pandemia, che ha penalizzato occupazione e redditi del settore, dall’incertezza per l'assegnazione delle concessioni scadute, e dalla situazione di Aspi».

Filt Cgil, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl Viabilità hanno spiegato di condividere «il riassetto normativo generale sulle concessioni avviato dal Governo; la pretesa di investimenti indispensabili per la costruzione; la manutenzione e la sicurezza delle infrastrutture; ed un sistema tariffario più equo, che tenga conto del servizio all'utenza. Ma è altrettanto indispensabile impedire alle imprese concessionarie di scaricare i costi di queste misure sul lavoro che penalizzerebbe l’occupazione ed il reddito dei lavoratori, così come i servizi da destinare all’utenza, l’assistenza al traffico e la sicurezza della viabilità».

Il confronto con il Governo

«Chiederemo un confronto abbastanza rapido con il Governo, perché le partite aperte sono tante, non c’è solo il tema di Aspi. Però quella vicenda sicuramente ci aiuta a mettere i riflettori su un sistema che per alcuni anni non è stato abbastanza attenzionato». Lo ha detto la segretaria nazionale della Filt Cgil Cristina Settimelli esprimendo la posizione del sindacato. «Avremo bisogno di capire dal Governo quale sarà l'accordo che verrà fatto con Aspi e le ricadute, ma c’è anche il tema delle concessioni perché c'è un nodo importantissimo che riguarda regole uguali per tutti, chi fa i controlli, qual è il livello di servizio, quali sono le tariffe effettivamente eque che consentano di fare manutenzione e nuove opere», ha spiegato Settimelli.

«C'è poi il tema dell'applicazione del contratto nazionale per tutti i lavoratori perché un'altra cosa che sta venendo fuori è che le aziende concessionarie nella ricerca di ulteriori guadagni cominciano a dare alcune lavorazioni a lavoratori con contratti differenti: c’è quindi la necessità di tutela e mantenimento del contratto, perché ogni lavorazione deve avere contratti adeguati. C'è un abbassamento forte di attenzione in questa direzione e va rifocalizzato dentro regole certe per i concessionari» ha aggiunto.

«È necessario e urgente un'apertura che immagino sarà a settembre - se prima siamo ben disponibili - che parta da Aspi e riapra una fotografia e attenzione perché va riprogettato questo pezzo», ha concluso.

De Micheli: nel 2020 nessun aumento pedaggi

E la ministra dei Trasporti Paola De Micheli, durante il question time alla Camera, ha escluso aumenti dei pedaggi per quest’anno. «Ad oggi non vi è stato e non vi sarà» per il 2020 «alcun incremento tariffario» per i pedaggi autostradali ha assicurato. Quanto all’ingresso di Cdp in Aspi «non determina affatto una statalizzazione di Aspi, dal momento che si prevede l’ingresso di nuovi investitori privati» ha detto la ministra. Aggiungendo che «gli Uffici del Mit e del Mef sono attualmente al lavoro per dare celere attuazione a quanto deliberato dal Consiglio dei ministri e pervenire alla definizione dell’accordo transattivo» con Aspi.


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