ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIn arrivo la circolare

Avanti con le misure sul Covid, partono le quarantene light

La questione quarantena è il primo appuntamento della tabella di marcia che ci porterà verso il terzo autunno con il Covid. Subito dopo arriveranno le indicazioni per la riapertura delle scuole

di Marzio Bartoloni

La curva del Covid flette, l'Oms mette in guardia per l'autunno

3' di lettura

Nel perimetro in cui si dovrà muovere nei prossimi due mesi il Governo dimissionario guidato dal premier Draghi c’è anche la lotta al Covid. Il mandato sulle misure anti pandemia è stato chiaro sin dalle dimissioni consegnate al capo dello Stato Sergio Mattarella: la gestione dell’emergenza Covid rientra in pieno tra i compiti dell’Esecutivo uscente. E così la macchina fatta di bollettini, monitoraggi, circolari e linee guida alle regioni non solo non si fermerà ma già nei prossimi giorni potrebbe vedere una prima importante novità sul cosiddetto «isolamento domiciliare» per i positivi che oggi deve durare almeno 7 giorni e prevedere per uscire un tampone negativo.

Di fronte al boom di contagi con Omicron 5 spesso asintomatici o con pochi sintomi e soprattutto con il dilagare del fenomeno dei “fantasmi” del Covid, quelli cioè che scoprono la positività in casa con un tampone fai da te ma preferiscono non “denunciarsi” con un test ufficiale proprio per evitare le restrizioni dell’isolamento, sembra ormai maturo il tempo per un allentamento deciso della misura.

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Sulla scia di quanto già deciso in altri Paesi e su pressing delle Regioni si sta riflettendo infatti su di una “quarantena light” di 5 giorni se si risulta senza sintomi da almeno 48 ore e si può produrre un test negativo per uscire. C’è chi come l’assessore del Lazio Alessio D’Amato si spinge a chiedere anche l’abolizione del test: se non si hanno sintomi si esce di casa magari con l’accortezza di indossare la Ffp2. Per i casi di positività lunga invece si punterebbe a concludere l’isolamento al massimo dopo 10 o 15 giorni.

La circolare con queste novità è già pronta, ma finora il ministro della Salute Roberto Speranza aveva frenato in attesa di vedere bene l’impatto di questa quinta ondata che ha provocato un’esplosione di contagi, ma pochi pazienti gravi (sono poco più di 400 quelli in terapia intensiva). Se come ormai sembra chiaro da alcuni giorni il trend dei casi in discesa si consoliderà allora Speranza potrebbe rompere gli indugi e firmare la circolare. Del resto anche i medici sono praticamente d’accordo: «Quello che vediamo è che in alcune persone la variante Omicron che circola non dà sintomatologia o dà una sintomatologia molto scarsa, e il paziente si negativizza anche in quinta giornata», avverte il presidente dell’Ordine Filippo Anelli. Che apre all’ipotesi della quarantena light: «Si può accettare. Naturalmente sarebbe utile che l’Istituto superiore di sanità facesse un approfondimento su questa questione».

Se la questione della quarantena è il primo appuntamento della tabella di marcia che ci porterà verso il terzo autunno con il Covid, subito dopo dovrebbero arrivare le indicazioni per la riapertura delle Scuole a settembre: oltre al nodo delle mascherine che potrebbero tornare in aula c’è anche da pubblicare il Dpcm con le linee guida per l’adozione di sistemi di aerazione nelle scuole. Un tema a cui potrebbe essere legato appunto proprio l’obbligo o meno di indossare la mascherina in classe. I tempi sembrano ormai strettissimi per investire su sistemi di aerazione efficienti in grado di azzerare o ridurre molto il rischio contagio senza contare gli investimenti importanti che sarebbero necessari (si stimano almeno 2 miliardi).

In eredità al prossimo Governo saranno lasciate anche le indicazioni per la prossima campagna vaccinale per il Covid: dall’impiego (più o meno limitato) di hub, farmacie e studi medici fino alle categorie da cui iniziare le vaccinazioni (over 50 oppure over 60?). Dovrebbero anche essere messe a punto delle linee guida per gli ospedali oggi alle prese con la gestione di tanti positivi al Covid ricoverati però per altre patologie: sono ormai quasi il 60 per cento. Per loro vanno studiati modelli di presa in carico in grado di evitare lo stop alle altre cure.

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