DOPO LA CRISI DEL M5S

Avellino: Lega contro Fi, Pd contro la sinistra. Coalizioni in frantumi al voto

di Andrea Marini


Comunali 2019, ecco come si vota nelle città con più di 15mila abitanti

2' di lettura

Dopo un anno dalle comunali del 10 giugno 2018, i cittadini di Avellino saranno richiamati al voto il prossimo 26 maggio. La vittoria, per molti versi rivoluzionaria, del grillino Vincenzo Ciampi è durata solo fino al 24 novembre scorso, quando il consiglio comunale ha votato la sfiducia al primo cittadino. I 5 stelle partono quindi con sulle spalle il fallimento della loro prima giunta cittadina. Tuttavia centrodestra e centrosinistra non sembrano in condizione di approfittarne: Lega e Fi presentano candidati contrapposti, così come la sinistra ha presentato un candidato alternativo al Pd.

M5S in campo con l’ex vicesindaco
Il M5S nazionale ha dato il via libera, dopo qualche strappo con il meet up locale, alla lista a sostegno del candidato sindaco Ferdinando Picariello. Quest’ultimo, considerato vicino al sottosegretario avellinese Carlo Sibilia (uno dei big del movimento a livello nazionale), era già vicesindaco della giunta Ciampi. Alle politiche del 4 marzo 2018 i 5s in città avevano preso quasi il 40%, piazzandosi al primo posto. Un risultato confermato al secondo turno delle amministrative del 10 giugno 2018, quando Ciampi era riuscito a ribaltare il risultato della prima tornata, ottenendo quasi il 60% contro il candidato del Pd Nello Pizza.

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Pd sceglie il candidato civico
Per il centrosinistra la perdita della città nel 2018 è stata un trauma, visto che ha sempre governato durante la seconda repubblica. Il neo segretario Pd Nicola Zingaretti ha aperto il centrosinistra anche ai movimenti civici. Con questo spirito il Pd ha deciso ad avellino di sostenere Luca Cipriano, che nelle amministrative del 2018 con la lista Mai Più aveva superato il 13%. L’obiettivo è recuperare voti, visto che alle scorse comunali i dem non sono andati oltre il 16,7%, perdendo terreno rispetto al già non lusinghiero risultato incassato alle politiche (17,7%).

La spaccatura con la sinistra
Tuttavia, non tutti hanno condiviso la scelta del Pd locale di convergere su un candidato civico: in campo è sceso anche Gianluca Festa, dirigente provinciale del Pd sostenuto dall’unico parlamentare eletto nel collegio Irpinia Sannio, Umberto Del Basso de Caro. A sostegno di Festa ci sono quattro liste civiche. C’è poi Amalio Santoro già segretario dei popolari alla fine degli anni 90, sostenuto dalla lista Si Può, che raccoglie Possibile, Sinistra Italiana e Rifondazione comunista. Santoro già nel 2009 era sceso in campo con il sostegno delle forze di sinistra fuori dal Pd, prendendo il 7,1%.

Le divisioni Lega-Fi
Se il centrodestra nelle elezioni locali post 4 marzo 2018 ha sbaragliato tutti, ad Avellino sarà tutta un’altra storia. Nelle ultime due comunali la coalizione non è mai riuscita ad arrivare al ballottaggio. E alle politiche non è andata oltre il 24,8% (13,4% Fi e 5,1% la Lega), dietro il M5S e il centrosinistra (senza Leu). Forza Italia ha deciso di convergere su Dino Preziosi, il candidato che alle scorse comunali era sceso il campo con Fratelli d’Italia (contro il candidato di Fi e Lega) ottenendo il 6,4%. Il Carroccio, invece, ha rotto con Fi, puntando su un civico: Bianca Maria D’Agostino, segretario dell’ordine degli avvocati della città.

L’IDENTIKIT ECONOMICO DI AVELLINO

Dati provinciali dove non diversamente indicato (Fonte: Infocamere, Movimprese, Istat)

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