in un week end 1,2 MILIARDI

Avengers: Endgame «da pazzi»: doppiato lo Star Wars dei record

di Emilio Cozzi


Avengers: Endgame

3' di lettura

Con un incasso di un miliardo e 200 milioni di dollari nel week end d'esordio, di cui 5,2 milioni di euro raccolti solo in Italia nelle prime 24 ore, “Avengers: Endgame” segna un nuovo record nella storia del cinema.

Mentre impazzano i giudizi pro e contro il blockbuster dei fratelli Anthony e Joe Russo, una certezza è solida come i muscoli dell'incredibile Hulk (o la corazza di Iron Man): gli Avengers sono, almeno a guardare il box office, il “Guerre stellari” della generazione corrente. A voler essere precisi, sono anche qualcosa in più: nel fine settimana d’apertura, “Il risveglio della forza” – record movie starwarsiano del 2015 – in tutto il mondo staccò biglietti per 517 milioni di dollari. Sono pochi se rapportati ai 630 di “Avengers: Infinity Wars”, che superando il miliardo di dollari in 11 giorni divenne anche il film più veloce della storia a farlo (“Il risveglio della Forza” impiegò un giorno in più, “Avatar”, primatista precedente, ne richiese 16).

E sono pochissimi rispetto al nuovo record del capitolo conclusivo (che conclusivo non sarà) dell'universo cinematico Marvel, inaugurato 11 anni orsono con “Iron Man” e sviluppato in 22 pellicole incastrate l'una nell'altra.

Avengers: Endgame, a Los Angeles il cast alla prima mondiale

È un incasso anche capace di annichilire quello di “Grand Theft Auto V”, il videogame di Rock Star Games che fino a venerdì scorso manteneva il titolo di “mr miliardo rapido” (meno di 60 ore) di tutto il settore intrattenitivo. I numeri, peraltro, suggeriscono che “Endgame” potrebbe anche diventare l'incasso più alto di sempre, superare quei 2,7 miliardi di dollari de “Il risveglio della Forza” per infilarsi di prepotenza nel ristrettissimo club degli “over 2 billions movie” con “Avatar” (2009) e “Titanic” (1997).

Tant'è, da stamattina l'ufficialità dei dati dà ragione a Disney, che anche in Italia festeggia la vetta, mai toccata prima da nessuna produzione straniera, di 17,5 milioni di euro collezionati in 5 giorni di programmazione. Detto altrimenti: in meno di una settimana “Endgame” è il film più visto del 2019 e si prevede che nemmeno il prossimo “Guerre stellari”, in sala a dicembre, riuscirà a violarne il primato.

A proposito, non sfugga un dettaglio: se oggi la guerra fra Thor e compagnia super-anabolizzata contro la famiglia Skywalker pare veder trionfare i primi, il vincitore sicuro è uno e uno solo: proprio il colosso di Topolino, che non solo possiede i diritti di entrambi, ma con l'acquisizione di 20th Century Fox, le solide performance (commerciali e artistiche) della Pixar e l'imminente apertura della piattaforma di streaming di proprietà, Disney +, da ormai un lustro gestisce l'immaginario occidentale più proficuo dell'ultimo secolo (cui si aggiungono canali monotematici come Espn e mire espansionistiche su settori in crescita come il gaming competitivo).

Basti una considerazione: oggi sul podio delle pellicole dagli esordi più proficui della storia ci sono solo film Disney (i due ultimi Avengers e “Il risveglio della forza”). Al quarto posto? “L'ultimo Jedi”, un altro film con le orecchie di Mickey Mouse.
Sarebbe un peccato, almeno per il box office, tutto finisse come suggerisce il titolo del nuovo campione. E infatti nulla finirà: Kevin Feige, presidente dei Marvel Studios, nel 2017 si fece scappare in un'intervista a Variety che “le storie dei supereroi sono appena cominciate” ed evocò almeno altri 20 film “completamente diversi” e già in cantiere.
Dura ipotizzare un cambio radicale di paradigmi e formati tanto efficaci. Più probabile, sebbene poco auspicabile in senso artistico, immaginare un progressivo rimescolamento dei soliti, fortunatissimi ingredienti. Come dire, che la Forza sia con Thanos!

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