Lanciatori

Avio punta ancora su Vega per restare nell’élite europea

Il gioiellino made in Italy è reduce da due flop

di Gianni Dragoni

Il gioiellino made in Italy è reduce da due flop


3' di lettura

Due lanci su tre falliti nell’arco di 16 mesi non sono un messaggio rassicurante. È un momento delicato per l’industria italiana dei lanciatori, che fa capo ad Avio Spa.

Il razzo Vega, prodotto da Avio a Colleferro, a Sud di Roma, era tornato a volare il 3 settembre e aveva completato con successo una missione delicata. Aveva portato in orbita 53 piccoli satelliti con il distributore Ssms. Era il primo lancio dopo quello fallito l’11 luglio 2019, che aveva fatto precipitare in mare il satellite militare FalconEye degli Emirati Arabi Uniti. Il volo successivo, il 17 novembre scorso, è andato male, sono andati persi due satelliti governativi per l’osservazione della terra, uno spagnolo, l’altro francese. Le cause stavolta sono diverse. Il responso della commissione d’inchiesta dell’Esa potrebbe arrivare prima di Natale. Ma nell’industria molti sostengono che la causa del flop stavolta sia più semplice e non sia un difetto del razzo. Si parla di un errore nell’integrazione del sistema di attivazione degli ugelli del quarto stadio.

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Se l’ipotesi fosse confermata ci sarebbe stato un errore nell’assemblaggio finale del lancio. Per semplificare, qualcosa di simile a un cavo collegato male, inserito nella presa sbagliata, un errore umano. Questo potrebbe spiegare perché, dopo otto minuti, con il completamento della propulsione dei primi tre stadi del razzo e la prima accensione del quarto stadio, il vettore ha avuto una «deviazione della traiettoria», stando al comunicato ufficiale, anziché continuare a salire è andato nella direzione opposta, verso il basso.

Gioiellino dell’industria italiana, il Vega fino a giugno 2019 aveva una serie ininterrotta di 14 lanci tutti positivi. Adesso ha due lanci falliti su 17. La percentuale di guasti è l’11,8%, secondo un rapporto di banca Akros inferiore alla media dell'industria, il 14,5 per cento. Le azioni di Avio soffrono. Il 3 dicembre erano sugli 11,34 euro, il 14 % in meno rispetto al prezzo del 16 novembre (13,22). In giugno erano arrivate a 15,80.

La società ritiene di poter recuperare il terreno perduto e proseguire il percorso di sviluppo, grazie ai nuovi prodotti e al portafoglio ordini. A febbraio ci dovrebbe essere un nuovo volo del Vega, a giugno 2021 il lancio del nuovo Vega C, versione più potente. Inoltre c’è la collaborazione industriale con Ariane, il grande lanciatore europeo prodotto da ArianeGroup, la joint venture franco-tedesca tra Airbus e Safran. «Siamo sulla strada giusta per ristabilire una cadenza di lancio regolare, grazie anche al lavoro di sottoscrizione di nuovi contratti di produzione, sviluppo e vendita, sia per Vega sia per Ariane, che è ripreso a pieno regime. Si conferma pertanto la guidance per il 2020», aveva detto Giulio Ranzo, amministratore delegato di Avio, il 5 novembre.

I piani andranno aggiornati in base alle prossime risultanze della commissione d’inchiesta sull’ultimo guasto. Per il futuro Avio può contare sul motore P120, utilizzato sia per il primo stadio del Vega sia per i booster laterali del nuovo Ariane 6, il cui lancio è stato posticipato al secondo trimestre 2022, quasi due anni di ritardo. A Parigi i vertici di ArianeGroup ricordano i vantaggi della collaborazione Italia-Francia. Avio partecipa al 10% circa di Ariane. «Grazie ad Ariane 6 l’azienda di Colleferro potrà fornire oltre 30 motori all’anno, mentre se producesse solo per il Vega ne farebbe solo 3-4 all’anno», dicono da ArianeGroup, dove a guidare la strategia è l'italiana Morena Bernardini.

Nell’incontro del 25 novembre a Roma tra il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire e il sottosegretario a Palazzo Chigi, Riccardo Fraccaro, è stato annunciato che «c’è la necessità di rafforzare la cooperazione tra Italia e Francia nel settore dello spazio».

Intanto il cliente degli Emirati Arabi, dopo il flop del lancio del luglio 2019, per lanciare il secondo satellite FalconEye non ha più utilizzato il Vega, ma un razzo russo Soyuz, messo a disposizione sempre da Arianespace, l’agenzia commerciale controllata da ArianeGroup. Il lancio è avvenuto con successo da Kourou il 2 dicembre.

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