La filiera

Avioman di Brindisi diversifica nella conversione in cargo

Nuovi programmi

di Vincenzo Rutigliano

2' di lettura

Diversificare: anche nella trasformazioni dei velivoli civili in cargo, una opzione possibile per le Pmi della sub fornitura brindisina delle aerostrutture alle prese con gli effetti, a cascata, della crisi del gruppo Leonardo.
Lo stop alle produzioni di parti delle fusoliere del Boeing 787 a Grottaglie fa riflettere e accelera una fase di ricerca di nuovi processi produttivi nei quali inserirsi. E’ il caso, a esempio, della Avioman di Brindisi, azienda metalmeccanica che opera dal 1994 nella produzione di componenti strutturali ed assiemi per elicotteri e velivoli ad ala fissa, acquisita, al 70%, a giugno scorso, dalla famiglia Frisoli di Manta Group, una srl di Foggia attiva nella componentistica e prodotti aerospaziali.
La forte complementarietà delle produzioni delle due aziende (Manta Group con i materiali compositi che occupa quasi 100 addetti, fatturato 2021 di 10 milioni stimato in crescita a 11 nel 22, e Avioman con gli assemblaggi finali) è all’origine di un piano di diversificazione che, nei prossimi 18-24 mesi, potrebbe proiettare la srl brindisina, oggi con un portafoglio ordini costituito quasi per intero dalle commesse di Leonardo, sui mercati internazionali allargando, così, «il panel dei clienti più significativi».
Una diversificazione che Michele Frisoli, ad del gruppo Manta dal 2014 e da giugno scorso di Avioman, ritiene necessaria per ampliare la gamma dei servizi resi a Leonardo, di cui diventare «punto di riferimento su Brindisi visto che facciamo componenti di meccanica complessa e particolare che fanno in pochi».
Frisoli, 40enne con un passato di consulente McKinsey, punta dunque ad allargare il portafoglio prodotti e a inserirsi in nuovi business. Compreso quello di individuare segmenti specifici dei processi di trasformazione dei velivoli civili in quelli cargo, sull’esempio della beneventana Laer che recentemente ha concluso un accordo da 100 milioni di commesse con la compagnia israeliana IAI, per riconvertire 70 velivoli 777. Per la srl brindisina – 25 occupati ed un portafoglio ordini ad un anno che Frisoli, con i nuovi piani, vorrebbe portare su tempi più lunghi di 3-5, aumentando così il fatturato oggi a 2 milioni di euro – la diversificazione nelle trasformazioni è un terreno su cui spendersi. Le sinergie tra Manta e Avioman possono generare nuovi affari in un mercato che richiede molte risorse per fare investimenti in termini di capability, ricercare il cliente ed innovare i processi aziendali.
Attività complesse che richiedono tempo e risorse che possono anche essere un possibile orizzonte per il polo aeronautico brindisino che da questo business, nel 2010, venne tagliato fuori quando Finmeccanica decise di chiudere la Officine Aeronavali, con 1.520 dipendenti e stabilimenti nel capoluogo messapico, oltre che a Venezia e Capodichino.
Anche allora, a causa del costo del lavoro più alto rispetto a quello dei concorrenti, rinunciando così alla competizione e “buttando alle ortiche – sottolinea Angelo Guarini, direttore di Confindustria Brindisi – un grande patrimonio di know-how e di professionalità».

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