il caso huawei

Avvertimento agli Usa: la Cina apre un’indagine su FedEx


Pechino contrattacca su Huawei. E accusa anche il Canada

2' di lettura

La Cina ha deciso di aprire una indagine sulla società di spedizioni americana FedEx per l’errata consegna di alcuni pacchi inviati dal colosso delle tlc Huawei, bersaglio della “guerra fredda tecnologica” in corso tra Washington e Pechino.
Gli episodi hanno suscitato molta attenzione con il sospetto che possano essere parte parte dello scontro in atto: la Cina ha così avviato un’indagine sulla società Usa, accusata di «aver severamente danneggiato i legittimi diritti e interessi dei clienti e violato le norme del settore delle consegne in Cina», ha riferito l’agenzia di stampa Nuova Cina.

Nello specifico, quattro pacchi con documenti inviati da Huawei sono finiti al quartier generale di FedEx a Memphis (Tennessee), invece che agli uffici della società cinese in Asia. FedEx si è scusata per l’inconveniente motivato come errore accidentale. Una spiegazione che però non ha fugato i dubbi. «Non penso sia giusto per qualsiasi azienda intercettare o detenere singoli documenti o informazioni», ha notato Song Liuping, a capo dell' ufficio legale di Huawei. «Se i nostri diritti sono stati realmente violati, abbiamo i diritti legali di difenderci».

Le ultime avvisaglie indicano che non c'è nessuna distensione in vista nella lotta tra le due maggiori economie del mondo, dopo lo stallo in cui sono finiti i negoziati commerciali. Le tariffe di ritorsione cinesi sui prodotti degli Stati Uniti hanno preso il via ieri, colpendo più di 2.400 merci, con prelievi fino al 25% rispetto al 10% precedente. La Cina ha incolpato esplicitamente gli Stati Uniti per il collasso dei colloqui commerciali e ha affermato che non si piegherà a fare concessioni. Secondo le autorità cinesi la guerra commerciale non ha «reso grande l’America», e mentre la Cina non vuole conflitti, non ne rifuggirà.

Pechino ha dichiarato che avrebbe stilato un elenco di «entità inattendibili» che danneggiano gli interessi delle aziende cinesi. Questo apre le porte a una vasta fetta dell’industria tecnologica globale, da giganti statunitensi come Google, Qualcomm e Intel a fornitori non americani che hanno tagliato fuori Huawei, come Toshiba e Arm.

In generale, le tensioni commerciali stanno dilagando, sollevando preoccupazione per l’impatto sull'economia globale. La Cina ha un piano per limitare le esportazioni di terre rare negli Stati Uniti, se necessario. Su un altro fronte, il presidente Donald Trump ha dichiarato che intende imporre una tariffa del 5% su tutti i beni messicani rispetto all’immigrazione clandestina e che queste tariffe aumenteranno progressivamente fino ad arrivare al 25% se la situazione dei migranti non verrà posta sotto controllo dalle autorità messicane.

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