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Avvocati del lavoro: è boom tra eco-sfide, parità e smart working

Con la gestione dell'emergenza nelle aziende e le esigenze indotte da pandemia, clima e gig economy il mercato è cresciuto del 30-40%

di Massimiliano Carbonaro

Lavoro e pandemia, per gli HR fondamentali le tecnologie digitali

3' di lettura

Non solo la gestione del lavoro nell’emergenza pandemia. Dopo due anni intensi su questo fronte, ora per gli avvocati i giuslavoristi si affacciano anche altri segmenti: le nuove normative su pari opportunità e gestione delle policy aziendali in relazione ai fattori Esg, senza dimenticare smart working e l’ampio fronte della gig economy o delle ristrutturazioni aziendali. Nel 2021 le aziende si sono rivolte sempre di più agli esperti di diritto del lavoro così le consulenze sono aumentate anche del 30-40% con un rapporto più stretto con il giuslavorista.

La riorganizzazione

«Con le aziende abbiamo lavorato su un nuovo modello di organizzazione del lavoro - spiega Edgardo Ratti, co-managing partner Littler - a partire dallo smart working, che è diventato sempre più importante». Alla fine dell’emergenza questi esperti dovranno assistere nella preparazione degli accordi individuali per il lavoro da remoto.

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I giuslavoristi sono ancora in prima linea dallo scoppio della pandemia. «Con il Covid abbiamo riscontrato un aumento di lavoro nella misura del 30%-40%», stima Massimiliano Arlati, managing partner e managing director di ArlatiGhislandi. Ma ora si va oltre: «L’emergenza sanitaria - commenta Franco Toffoletto, managing partner di Toffoletto De Luca Tamajo - ha rappresentato per le organizzazioni uno stress test. Il nostro ruolo ora non sarà solo di intervento di pronto soccorso. Le aziende italiane devono affrontare i temi della sostenibilità, delle discriminazioni, della conciliazione tra vita e lavoro».

I nuovi ingressi

Molti studi sono corsi ai ripari rafforzando l’organico. «Ma non è facile - spiega Ratti - fare recruitment di qualità perché le figure dei giuslavoristi sono molto ricercate anche in ragione del fatto che probabilmente anche gli studi multipractice hanno rivalutato l’interesse verso il diritto del lavoro che, da cenerentola, è diventato un settore strategico». «Tutto è diventato più difficile - aggiunge Arlati - perché vi è una richiesta di smart working che non coincide con il nostro lavoro che, per sua natura, richiede la nostra presenza nelle aziende».

Le nuove sfide

I temi legati alla sostenibilità, alle pari opportunità e, più ampiamente, ai fattori Esg declinati sulle risorse umane sono tutti fronti aperti. «L’attuazione dei criteri Esg sarà importantissima per noi professionisti - dichiara Roberta Di Vieto, equity partner Pirola Pennuto Zei -. Per quanto riguarda il diritto del lavoro e la compliance si tratterà di dare attuazione ai temi legati alla parità di genere e alle opportunità effettive per il genere meno rappresentato, così come di lavorare insieme alle società sui criteri per determinare incentivi e componenti delle retribuzioni per i manager delle società quotate».

Anche sulle pari opportunità il processo non appare velocissimo, nonostante l’impulso atteso dalla legge 162 /2021 che richiede una certificazione biennale sul tema. «C’è un problema culturale - osserva Francesca Frigerio, fondatrice dello studio Frigerio Labour law -: spesso gli imprenditori fanno fatica a pensare a un modo diverso di gestire i rapporti di lavoro. Inoltre lavoreremo sul welfare, anch’esso collegato alle pari opportunità».

Lo spettro delle ristrutturazioni

Rimane poi la preoccupazione che nel 2022 si apra una stagione di difficili ristrutturazioni. «Le tematiche poste dalla crisi ci assorbiranno anche nel 2022 - aggiunge Ratti - anno in cui, con lo sblocco totale dei licenziamenti, alcune aziende si ristruttureranno. Credo che le riorganizzazioni saranno meno di quelle che si possa pensare: in molti hanno già intrapreso percorsi di gestione non traumatica degli esuberi».

Il lavoro nella gig economy

Uno dei settori da guardare con attenzione è il mondo delle piattaforme tecnologiche riassunto nella gig economy. Su questo fronte si attendono regolamentazioni che solleciteranno le consulenze dei giuslavoristi. «È un mercato enorme - commenta Fabrizio Morelli, partner, responsabile employment di Dla Piper - che continuerà ad ingrandirsi per via dell’innovazione tecnologica». È attesa una regolamentazione più dettagliata di questa tipologia di lavoro e le imprese si stanno già muovendo. «Le aziende vogliono evitare contenziosi e organizzarsi - conclude - e la materia richiede capacità tecniche specialistiche. L’intervento del giuslavorista è fondamentale».

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