Primo esame dei Ddl alla Camera

Avvocati parasubordinati, avanzano le tutele per compensi e assenze

Il giovane avvocato in regime di «monocommittenza» - cioè di collaborazione o lavoro subordinato «mascherato» nei grandi studi - non rischierà più il posto in caso di assenza prolungata per gravidanza, malattia o infortunio

di Ivan Cimmarusti

(Patricia W. - stock.adobe.com)

3' di lettura

Il giovane avvocato in regime di «monocommittenza» - cioè di collaborazione o lavoro subordinato «mascherato» nei grandi studi - non rischierà più il posto in caso di assenza prolungata per gravidanza, malattia o infortunio. Avrà diritto a un compenso «congruo e adeguato», al rimborso spese per la formazione e al parziale pagamento dei contributi previdenziali, ma dovrà rispettare gli impegni, pena la risoluzione del contratto.

Le proposte ispirate dall’Aiga

All’esame della Commissione giustizia della Camera, due proposte di legge che trovano ispirazione nella posizione dell’Aiga - l’Associazione italiana giovani avvocati presieduta da Francesco Paolo Perchinunno - ma che sono a firma delle deputate Chiara Gribaudo (Pd) e Valentina D’Orso (M5S). L’obiettivo è ambizioso. Si vuole codificare un ambito per troppo tempo lasciato privo di regolamentazione: le prestazioni professionali che i legali più giovani svolgono in esclusiva per uno studio, spesso di grandi dimensioni. I lavori sono iniziati martedì scorso 21 dicembre e puntano a disciplinare quella che ormai è una realtà, visto che gli elevati costi di avviamento di uno studio e le difficoltà a reperire una clientela hanno mutato la professione.

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Basti considerare che un ottavo degli avvocati italiani, pari a circa 30mila, ormai lavora esclusivamente per un unico studio, soprattutto per le cosiddette “law firm”, studi d’affari caratterizzati da una proficua attività di consulenza stragiudiziale, e i “boutique”, di ridotte dimensioni ma con fatturati elevati. In entrambi i casi si tratta di studi che raccolgono un’ampia platea di giovani professionisti che operano in un regime di «monocommittenza», in cui sono tenuti al rispetto di un orario, ad una turnazione feriale e ad una retribuzione mensile forfettaria-fissa. Ciò ha creato una forma ibrida, a metà tra libero professionista e lavoratore dipendente.

Di questo ne è convinto il presidente dell’Aiga Perchinunno: «Ci riempie di orgoglio sapere che la proposta di legge sulla monocommittenza sia approdata finalmente all’esame del Parlamento, una proposta pensata da Aiga e che fu oggetto di una mozione approvata dal Congresso nazionale forense riunitosi a Catania nell’ottobre 2018». «Il tema è a noi molto caro non da oggi - dice -. È giunto il momento che il legislatore prenda atto di ciò che negli studi legali di grandi dimensioni avviene da anni. Non si può più rimandare ulteriormente la disciplina che regola i rapporti professionali di monocommittenza. Un rapporto che penalizza oltremodo troppo spesso i giovani avvocati».

Tutele in caso di gravidanza e adozione

Entrambe le proposte puntano a garantire i giusti riconoscimenti legislativi ai giovani avvocati. La proposta Gribaudo, in particolare, intende modificare l’articolo 19 della legge 247/2012 (“Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense”) introducendo un’ulteriore deroga al regime delle incompatibilità stabilito dall’articolo 18 della stessa legge. «Si prevede - è scritto - di far decadere l’incompatibilità tra la professione forense e il lavoro dipendente o para-subordinato, quando questo sia svolto in via esclusiva presso lo studio di un altro avvocato, un’associazione professionale ovvero una società tra avvocati o multidisciplinare». Quella portata dalla D’Orso va anche oltre. Tra gli altri aspetti prevede che in caso di «gravidanza, adozione, malattia e infortunio con indisponibilità continuativa per un periodo non superiore a centottanta giorni, il rapporto contrattuale rimane sospeso» anche se senza retribuzione.

Le proposte

Regime della «monocommittenza»
Le proposte di legge presentate hanno ad oggetto la disciplina della collaborazione professionale dell’avvocato in regime di «monocommittenza» resa, in via continuativa e prevalente, se non esclusiva, in favore di un altro avvocato, di un’associazione professionale o di una società tra avvocati a fronte della corresponsione, da parte di tali soggetti, di un compenso con cadenza preferibilmente mensile, fisso o variabile.
Le proposte di legge non riguardano le pubbliche amministrazioni.

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