multibrand

AW Lab conquista la Generazione Z con i talent show in negozio

di Marta Casadei

3' di lettura

«Il retail classico è in crisi e non è un mistero: il traffico nei negozi sta calando, anche perché è possibile acquistare qualsiasi prodotto al prezzo che si preferisce, semplicemente comprandolo online. È per questo che abbiamo orientato il nostro modello di business oltre la vendita del prodotto, coinvolgendo il consumatore fino a farlo sentire parte del progetto. Vendere non basta più». È un’analisi lucida quella di Domenico Romano, head of marketing di AW Lab, insegna multimarca specializzata nella vendita di prodotti sportswear e lifestyle. In cima alla lista: le sneaker.

AW Lab è un marchio internazionale che orbita in un gruppo altrettanto globale (Gruppo Bata), ma le sue origini sono italiane: è stato lanciato in Italia alla fine degli anni Novanta (con il nome Athlete’s World, fino al 2011), e nel nostro Paese - più precisamente: a Padova - mantiene il suo headquarter. Oggi è un’insegna multinazionale con negozi diretti e in franchising in Italia (200 store), Spagna, Repubblica Ceca e, come tappa più recente nel percorso di espansione “ragionata”, Singapore e Malesia. Nel 2017 ha superato i 200 milioni di euro di ricavi, crescendo del 13% circa sull’anno precedente. Il bilancio 2018 non è ancora chiuso, ma Romano stima una crescita «a doppia cifra».

Loading...

A spingere i conti è una nuova formula che considera il retailer come un ponte tra i brand e i loro clienti final: offline, online, sui social. Senza barriere: «Ci consideriamo un network che ogni anno registra 265milioni di contatti tra persone che entrano in negozio, utenti che vedono le nostre immagini su Instagram o navigano sul nostro sito. Puntiamo a dare ai brand un target preciso e al nostro cliente finale un’esperienza che sia il più possibile coinvolgente e unica, come quella di votare i prodotti da scontare per il Black friday . Altrimenti non vedo perché dovrebbero tornare da noi».

Lo scopo di AW Lab oggi è in primis quello di coltivare e coccolare la propria clientela più fedele, composta soprattutto da ragazze tra i 16 e i 21 anni. Esponenti della Generazione Z cui AW Lab ha scelto di rivolgersi direttamente, imparando a parlare il loro linguaggio. Che, per esempio, utilizza spesso la parola «talent»: «L’anno scorso abbiamo lanciato il progetto “AW Lab is me”, un concorso attraverso il quale abbiamo scelto i nostri testimonial. Quest’anno facciamo un passo in più, puntando sulla musica e dando la chance a chi ritiene di avere talento innanzitutto di partecipare e, poi, a chi verrà giudicato il migliore, di produrre un proprio singolo. In futuro lavoreremo con il design, inteso come espressione artistica in senso lato, e il gaming », dice il direttore marketing.

Per candidarsi basta inviare online (dal 25 febbraio) il video di un proprio pezzo originale o di un pezzo creato utilizzando un beat (una base musicale) creato per l’occasione dal produttore Big Fish (che lavora al progetto con Jake La Furia) e messo a disposizione da AW Lab. Oppure recarsi in negozio per partecipare a uno dei quattro happening “AW Lab is me music edition” (a Milano, Roma, Napoli e Barcellona) durante i quali sarà possibile registrare il pezzo. «Dal nostro punto di vista è importante abbattere le barriere all’ingresso dando a chi vuole la chance di cimentarsi per vedere concretizzato il proprio sogno, che sia quello di incontrare un cantante (della giuria fa parte Anastasio, il vincitore di Xfactor 2018, testimonial del brand), sfondare nel mondo della musica o di possedere una sneaker esclusiva».

Quello delle esclusive è un mercato «in forte crescita, popolato da collezionisti oppure da persone che vogliono acquistare il prodotto per poi rivenderlo». La vendita di prodotti esclusivi è un altro tassello importante nella strategia di AW Lab: una strategia che, soprattutto in questo caso -con vere e proprie estrazioni di coloro che potranno acquistare i prodotti in serie limitata - si svolge sia online sia offline. In linea con i progetti dell’azienda, che punta all’omnichannel in tutte le fasi di vendita e gestione del prodotto: «L’integrazione totale delle due dimensioni - spiega Romano - è uno dei nostri obiettivi principali e non deve riguardare solo le vendite e le consegne, che già si intrecciano tra negozi e sito, ma anche la gestione del magazzino, il riassortimento dei negozi diretti e di quelli in franchising».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti