la questione industriale

Aziende più puntuali nei pagamenti: primo miglioramento dal 2011

di Carlo Andrea Finotto


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(© McPHOTO)

3' di lettura

Le buone notizie: per la prima volta dal 2011 la quota di imprese che pagano puntualmente fatture e fornitori registra un incremento; incremento che sfiora i 3 punti percentuali (+2,8% nel secondo trimestre 2017 rispetto al 2016). Inoltre, la percentuale di ritardi gravi – quelli, per capirci, effettuati oltre i 30 giorni dalla scadenza – risultano in calo del 16 per cento. A fornire la fotografia aggiornata sulla situazione dei pagamenti in Italia è il nuovo studio Cribis, che evidenzia come la quota di aziende puntuali sia salita al 36,4% tra aprile e giugno di quest’anno, mentre la fetta di quanti appartengono alla categoria dei “cattivi pagatori” si attesta all’11 per cento.

«L’inversione di tendenza nei pagamenti regolari delle imprese italiane – sottolinea Marco Preti, amministratore delegato di Cribis –, che dal 2011 erano sempre andati calando anno su anno e che nell’ultima rilevazione hanno ricominciato a crescere, insieme al costante calo dei ritardi gravi, vanno sicuramente interpretati come indicatori del miglioramento dello stato di salute delle imprese italiane.

IL MIGLIORAMENTO

Abitudini di pagamento in Italia per classi di ritardo Q4 2010 - Q2 2017. (Fonte: Cribis)

Così come i fallimenti, che mostrano ormai da un paio d’anni una costante riduzione». Preti, tuttavia mette subito in guardia contro possibili diagnosi affrettate di “ripresa conclamata”: «Non dobbiamo dimenticare – specifica – che le difficoltà degli anni di crisi non sono ancora alle spalle, dal momento che i ritardi gravi sono comunque saliti del 100% rispetto ai valori del 2010, mentre i pagamenti puntuali sono scesi del 2,9% rispetto allo stesso periodo. Le stesse aziende, infatti, mettono in evidenza che in questi anni hanno dovuto fronteggiare una situazione molto difficile, caratterizzata da una riduzione del giro d’affari e una crescita dei ritardi nei pagamenti e degli insoluti».

Che la dinamica sia in miglioramento emerge da diversi osservatori, ma come avverte Preti le criticità non mancano, a cominciare dai dati generali: se nel secondo trimestre di quest’anno i pagamenti puntuali sono risaliti, come detto, al 36,4%, è anche vero che a fine 2011 la quota era del 45,7%. I ritardi gravi (in calo del 16%) oggi rappresentano l’11% dei pagamenti, una quota doppia rispetto a 2010 e 2011. I ritardi entro i 30 giorni dalla scadenza sono ancora quattro punti sopra la quota di sei anni fa: 52,6% oggi, 48,6% allora.

Lo studio Cribis scende nel dettaglio territoriale con la “pagella” delle aree geografiche: le imprese più virtuose si trovano a Nordest, dove si registra il 45% di pagamenti regolari e soltanto il 6,6% di ritardi gravi. Dati solo leggermente meno buoni per il Nordovest, «dove le imprese virtuose sono il 41,5% e quelle gravemente ritardatarie appena il 7,6%».

Le cose cambiano man mano che ci si sposta verso il Centro Sud Italia: nel Centro «le performance scendono sotto la media nazionale» scrivono gli analisti di Cribis, con il 32,7% di aziende puntuali e il 12,8% di cattivi pagatori. Nel Sud e nelle Isole, si registrano le situazioni più crithce: meno di un’azienda su quattro (il 23,6%) è virtuosa e il 18,4% salda i debiti con i fornitori con oltre 30 giorni di ritardo. A livello regionale, in positivo, guida il Veneto con il 46,1% di pagamenti regolari e il solo 6,3% di ritardi gravi; a seguire Emilia Romagna (45,5%), la Lombardia (45,2%), il Friuli Venezia Giulia (44,2%) e il Trentino Alto Adige (40,7%). Al contrario, la Sicilia si guadagna la maglia nera, con soltanto il 19,7% di aziende puntuali e l’ulteriore primato negativo di essere l’unica regione italiana dove la quota di cattivi pagatori (20,4%) supera quella dei puntuali. Seguono la Calabria (22%), la Campania (22,3%) e la Sardegna (24,4%).

A livello settoriale è il comparto dei servizi finanziari quello in miglior salute, con il 47% di pagamenti puntuali e un 8,6% di ritardi gravi. Bene anche l’industria e la produzione (41,8% di imprese puntuali, 7,3% di ritardi gravi). «Proseguono invece – spiega l’analisi di Cribis – le grandi difficoltà del commercio al dettaglio, che rischiano di condizionare l’andamento di tutte le filiere produttive a monte. Appena il 25,7% delle imprese appartenenti al comparto, una su quattro, risulta puntuale, a fronte di un 17,3% di pagamenti oltre il mese di ritardo».

L’analisi dei pagamenti per dimensione aziendale sottolinea la puntualità delle micro realtà, virtuose nel 37,5% dei casi. L’altra faccia della medaglia è che le micro imprese detengono anche il primato di ritardi gravi, con il 12% di fatture saldate oltre il mese di ritardo. Situazione opposta per le grandi realtà: virtuose solo nel 13,9% dei casi, ma anche raramente in forte ritardo (5,6%). Performance positive per le piccole imprese, che abbinano un tasso di puntualità poco più basso di quello delle micro (35,5%) a una ridotta percentuale di ritardi gravi (6,6%). Le medie imprese non sono molto puntuali (26,2%), ma vantano il più basso numero di ritardi gravi.

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