INTERVISTA A ANNA LAMBIASE

«Aziende un po’ diffidenti ma dal Mezzogiorno arrivano segnali positivi»

Founder e amministratore delegato di Ir Top

di Nino Amadore

 Amministratore delegato della società di consulenza Ir Top che assiste le aziende

2' di lettura

«L’8% delle capitalizzazioni arriva dal Sud e negli ultimi 4 anni sono cresciute le aziende quotate all’Aim: la prima azienda, la pugliese Finlogic, ha debuttato il 9 giugno 2017. Oggi è la Campania la prima regione del Mezzogiorno per numero di società quotate all’Aim». È l’incipit di una dinamica quello che descrive in poche parole Anna Lambiase, founder e Ceo di Ir Top Consulting che da vent’anni si occupa tra le altre cose della quotazione delle società e ha creato l’Osservatorio Aim,il mercato azionario di Borsa italiana per la crescita delle Pmi.
Il Sud mostra segni di vitalità in qualche modo incoraggianti ma ci sono parecchie resistenze. I dati sulle quotate del Mezzogiorno sono certamente buoni ma certo ci sono da superare ostacoli culturali. Ci sono aziende che potrebbero benissimo essere quotate all’Aim ma non lo fanno. Perché?

Le motivazioni sono diverse. Un primo elemento è il timore di perdere il controllo, ma i dati di mercato evidenziano un flottante medio del 32% confermando il timone dell'azienda in capo ai soci fondatori. Il secondo motivo riguarda la trasparenza informativa: va considerato che nel caso delle Pmi quotate la comunicazione al mercato avviene solo due volte l’anno con il Bilancio e la semestrale. Negli ultimi anni il problema dei costi di quotazione è stato superato con l’introduzione del credito di imposta (sconto Ipo) che scade però nel 2021: ci auguriamo che nella prossima Finanziaria venga mantenuto alla luce degli ottimi risultati raggiunti.
Gli imprenditori che hanno scelto la quotazione insistono molto sugli stimoli a rinnovarsi e a modernizzare l’azienda che ne derivano in termini di organizzazione aziendale e nuove figure professionali. È così?

Assolutamente sì. La quotazione crea occupazione all'interno dell’impresa. Nuove competenze sono richieste nell’area finanza, nella compliance e nella R&D. Secondo i dati del nostro Osservatorio Aim la crescita del personale è mediamente del +23% dal momento della quotazione e un incremento dell’occupazione è evidente, con il potenziamento di settori chiave come quelli legati all'innovazione.
Quali i benefici?

Non va sottovalutato quello dei maggiori controlli interni che coincide con il rafforzamento delle società. Ma in realtà la cosa più importante è la maggiore capacità competitiva. Perché la quotazione non è solo uno strumento finanziario, ma soprattutto uno strumento strategico. È opinione comune che la quotazione sia un’opportunità per aziende di grandi dimensioni in termini di fatturato, ma non è esattamente così; il fatturato medio delle quotate su Aom Italia è di 32,8 milioni di euro; si tratta quindi di Pmi. Nel nostro ruolo di advisor finanziario affianchiamo società che in circa sei/otto mesi approdano al mercato: è un affiancamento che le aiuta a crescere attraverso la riorganizzazione e la semplificazione dei propri processi e l’acquisizione di nuove competenze.
Parliamo di previsioni, per quanto possibile. Vi aspettate nuovi arrivi in Borsa dal Sud?

Pensiamo che il 2021 potrà chiudersi con un totale di circa 173 aziende quotate: sono venti in più e di queste venti possiamo dire che oltre il 10% arriverà dal Mezzogiorno. Sembrano piccoli numeri ma in realtà sono grandi passi avanti.

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