STUDI LEGALI 2020 - Lavoro e welfare

Aziende sotto stress e relazioni sindacali i settori più caldi

L'emergenza impegna i giuslavoristi in 3 fasi: ammortizzatori sociali, riapertura-ristrutturazioni e rinascita

di Valentina Melis

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L'emergenza impegna i giuslavoristi in 3 fasi: ammortizzatori sociali, riapertura-ristrutturazioni e rinascita


3' di lettura

Relazioni sindacali, sicurezza sul lavoro, applicazione estesa dello smart working. Sono tre aree di specializzazione cruciali per gli avvocati giuslavoristi nell’era post-coronavirus.

L’emergenza sanitaria e le sue conseguenze economiche hanno prodotto uno stress test anche sugli studi degli avvocati del lavoro, che hanno affiancato le aziende, prima, nella richiesta degli ammortizzatori sociali e nell’organizzazione delle chiusure,anche tramite ferie e permessi dei lavoratori. E, ora, le assistono nella Fase 2, con la lunga lista di questioni aperte dalla ripresa delle attività dopo il lockdown. L’attuazione dei protocolli di sicurezza sottoscritti con le organizzazioni sindacali riporterà in primo piano il confronto fra le aziende e le rappresentanze dei lavoratori, coinvolte nei comitati di verifica sulle nuove misure. E le incognite sulla “tenuta” di molte attività potrebbero avere ripercussioni sui livelli occupazionali, aprendo le porte, dopo la stagione degli aiuti, a un autunno di ristrutturazioni.

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«Ci vorranno due anni prima di tornare alla normalità», prevede l’avvocato Franco Toffoletto, managing partner dello studio Toffoletto De Luca Tamajo, che ha sedi in otto città e vede lavorare insieme 93 professionisti. Negli ultimi anni la compagine dello studio si è ampliata con l’ingresso del commercialista Diego Paciello, esperto di welfare aziendale, e del team del consulente del lavoro Roberto Corno. Da settembre 2019, inoltre, ad affiancare i professionisti nella consulenza alle imprese c’è anche un project manager.

Per seguire le aziende in questa fase delicata, lo studio ha puntato su team di avvocati specializzati nelle varie materie e ha offerto ai clienti i pacchetti «Covid Fase1», focalizzato sull’emergenza, e «Covid Fase2», concentrato sulle richieste legate alla ripresa delle attività, dalla sicurezza alla privacy, allo smart working.

«Nel piano strategico dello studio per i prossimi cinque anni - spiega Franco Toffoletto - c’è un cambiamento del modello di business, dove l’esigenza del cliente è al centro e l’attività di assistenza legale si affianca a soluzioni complete offerte anche in collaborazione con professionalità diverse».

Anche gli avvocati giuslavoristi hanno sperimentato in queste settimane il lavoro da remoto, con software e modelli organizzativi che hanno permesso ai professionisti di collegarsi allo studio e ai clienti pur restando a casa, avendo a disposizione i documenti e tutta la conoscenza dello studio. «Questa flessibilità - continua Toffoletto - è stata resa possibile per il nostro studio da una progettualità nata nel 2010 e da forti investimenti nell’innovazione».

La situazione critica di oggi può offrire occasioni positive di trasformazione sia agli avvocati, sia alle aziende, secondo Massimiliano Biolchini, partner dello studio Baker McKenzie e responsabile del dipartimento Labour, che in Italia annovera 18 professionisti. «Nella situazione attuale - spiega - vedo tre fasi in sequenza: la resistenza, nella quale siamo concentrati sugli ammortizzatori sociali e sul sostegno alle aziende; il recupero, che consisterà in una ricerca di nuova efficienza e produttività, anche tramite il taglio dei costi e le ristrutturazioni in diversi settori; infine il rinnovamento, ovvero la fase nella quale ricostruire dalle macerie e innovare i processi produttivi, facendo tesoro delle novità sperimentate in questi mesi. In tutti questi momenti ci sono occasioni di lavoro per i giuslavoristi».

Nel nuovo scenario, anche secondo l’avvocato Biolchini sarà centrale la relazione con le rappresentanze sindacali: «La diffusione dello smart working e la riorganizzazione di spazi e luoghi di lavoro - continua - porteranno alla necessità di riscrivere i contratti collettivi e aziendali per adattarli a un contesto completamente cambiato». E negli studi legali potrà rivelarsi indispensabile una revisione delle priorità: «Sarà necessario rafforzare le aree del contenzioso (anche previdenziale), del lavoro, delle fusioni e acquisizioni - conclude Biolchini - anche proponendo eventualmente agli avvocati un reskilling».

Le competenze negoziali degli avvocati saranno cruciali anche per Valentina Pepe, partner dello studio Pepe e associati, boutique nata nel 1980, storicamente dedicata al diritto del lavoro. «Serve ora più che mai - spiega - un patto fiduciario tra le aziende e i sindacati, per trovare soluzioni nuove e per ridurre i danni occupazionali che l’emergenza sanitaria potrà causare. Bisognerà pensare anche a incentivi per le aziende che non licenzieranno». Lo studio Pepe e associati segue alcuni gruppi della grande distribuzione e del retail: «Un settore - aggiunge l’avvocata Pepe - che attraversa un momento delicato, perché in parte ha continuato a lavorare, con forti restrizioni, e in parte si è fermato. È essenziale ritagliare soluzioni su misura per le singole aziende».

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