ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùCrescita

Azimut Benetti, investimento da 40 milioni su Avigliana

di Filomena Greco

 Uno yacht Tankoa in fase di allestimento presso il cantiere nautico genovese

3' di lettura

Oggi è l’headquarter del Gruppo Azimut-Benetti, ai piedi delle montagne olimpiche del Piemonte. Ma è anche il cuore produttivo di Azimut – valore della produzione nel 2021-2022 a 600 milioni, su un miliardo globale del Gruppo, in crescita del +19% e un portafoglio di ordini da due miliardi e mezzo nel triennio –, parte del Gruppo fondato da Paolo Vitelli nel 1969. Uno stabilimento che ospita l’intero ciclo manifatturiero di una imbarcazione – si parte dallo scafo, si passa alla carrozzeria, allestimenti meccanici, impianti e cavi, lavori di falegnameria e vetri, con l’accoppiamento finale – compreso un forno per la lavorazione delle sovrastrutture in carbonio, con in prospettiva una crescita della capacità produttiva del 25% nei prossimi due anni. «Da settembre ad oggi – racconta il ceo Marco Valle– abbiamo assunto 150 addetti ad Avigliana dove, dei quasi 1.700 dipendenti globali, nei sei cantieri, 5 in Italia e uno in Brasile, sono concentrati 1.150 lavoratori». Nel cantiere si producono imbarcazioni dai 40 agli 80 piedi. In media 160 all’anno – sulle 240 totali –, un numero che salirà a 190 nel prossimo biennio. «Il fatto di essere in una località senza accesso al mare – spiega Valle – ci ha spinti a lavorare molto sull’ingegneria dei modelli, soprattutto delle imbarcazioni più lunghe, per garantire il trasporto attraverso ponti e gallerie verso il porto di Savona, dove i natanti fanno gli ultimi test in mare, dopo le prove nelle nostre piscine qui ad Avigliana». I modelli più piccoli in realtà vengono spediti direttamente al cliente. Tradotto in denari, l’investimento su Avigliana ammonta a 40 milioni nei prossimi due tre anni per allargare il cantiere, garantire una migliore efficenza produttiva e ridurre i tempi di attraversamento delle imbarcazioni.

Innovazione e sostenibilità guidano lo sviluppo della nuova gamma di modelli progettati e realizzati per essere sempre più leggeri e con una dotazione sempre maggiore di batterie e generatori per garantire basse emissioni e efficienza dei sistemi di raffrescamento e alimentazione energetica. «Stiamo moltiplicando i nostri accordi con il sistema delle scuole e della formazione per sviluppare percorsi ad hoc. Lo stiamo facendo con alcune scuole tecniche come l’Itis di Avigliana, l’istituto San Carlo di Torino e un polo a Susa per provare anche a curvare i percorsi formativi e renderli più adatti alle esigenze delle imprese».

Loading...

Lunga tradizione industriale, grandi competenze sulla lavorazione di vetroresina e carbonio, know-how artigiano ad esempio nella lavorazione di pellami e legno. Accanto ai filoni di ricerca sui nuovi materiali. «Stiamo investendo per sviluppare nuovi materiali alternativi, ad esempio, a vetroresina e tek, e per favorire l’uso di materiali riciclati così da migliorare il Life Cycle Assessment dell’imbarcazione». Su 24 modelli Azimut in gamma, ad oggi 12 sono già Low Emission Yacht grazie alla ricerca sulle carene per migliore prestazioni e ridurre consumi, all’uso estensivo del carbonio per garantire più leggerezza e meno emissioni e propulsione ibrida.

La nautica, conferma Valle, «sta vivendo un momento non solo di ripresa ma di espansione, perché è cresciuto il numero di armatori. Stiamo vendendo imbarcazioni per la stagione 2023-2024 e siamo in fase di consegna dei modelli per la stagione in corso». Spinge il mercato dunque ma pesano anche le difficoltà nella catena di fornitura di motori e soprattutto di generatori, il comparto in questo momento più delicato.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti