Risparmio gestito

«Azimut polo aggregante, pronti a crescere»

di Lucilla Incorvati


3' di lettura

La partecipazione in Azimut Holding di Timone Fiduciaria, contenente le azioni del management, consulenti finanziari, gestori e dipendenti del Gruppo Azimut, ha superato il 15% del capitale sociale. Ingegnere Giuliani, un segnale di forte impegno nel futuro di Azimut.

Quello che abbiamo comunicato ieri al mercato è in primis il risultato di un'azione coesa: quasi 1.200 partecipanti al patto di sindacato Azimut per un controvalore di 34 milioni di euro. Personalmente con un investimento mensile di 100mila euro avrò versato più o meno 5milioni di euro.

Insomma, con questo impegno Azimut non sembra in vendita come qualcuno sostiene ...

Assolutamente no! Non siamo in vendita e lo dimostra ampiamente il fatto che siamo tutti impegnati perché Azimut continui nel percorso di crescita come società aggregante e indipendente.

Quindi, sareste anche in grado di comprarvi un competitor come Banca Generali?

La dimensione non è un problema. Le svelo che un paio di anni fa ci avevano proposto di acquistare Pioneer I.M. per fare il polo dell'asset management e siamo stati possibilisti. Per noi quello che conta è la redditività di ciò che compriamo: dobbiamo dare performance ai clienti e utili netti agli azionisti.

Tra qualche giorno presentate la semestrale, sempre con risultati in crescita ma il titolo negli ultimi 3 anni non è cresciuto quanto vi aspettavate.

Il nostro titolo in 3 anni ha fatto circa un -10% contro una media del settore di +50%. E da un anno la differenza è aumentata nonostante il nostro utile netto dal 2015 al 2017 annualizzato (dati 1° trimestre), mostra una crescita del 18%, più alta di quella dei nostri competitor quotati. Chiuderemo il semestre con una raccolta di 3,4 miliardi, masse a 47,2 miliardi e l’utile normalizzato che si aspetta il mercato a circa 120 milioni, quasi il doppio rispetto ai 68 milioni di euro del 1° semestre 2016. Eppure da più di un anno ci siamo accorti che c'è qualcuno che specula al ribasso sul titolo Azimut.

Che cosa avete fatto?

Un mese fa ho scritto al presidente di Consob Giuseppe Vegas di accendere un faro su questa storia. Perché c'è qualcuno che dall’Italia o dall’estero continua a speculare con la conseguenza che a seguito di questi movimenti e di questa anomalia la nostra capitalizzazione di mercato è ferma a circa 2,6 miliardi ed è ai livelli del 2015 . I nostri multipli viaggiano intorno a 11 contro una media di settore del 15/16.

Dietro ci potrebbe essere la solita banca d'affari che vuole spingere alla vendita di Azimut?

Onestamente non so chi ci sia. Certo, che se qualcuno pensa di fare un'Opa ostile su Azimut non ha fatti bene i conti . La nostra è una società di persone, e facendo un opa ostile cadono tutti i patti di non concorrenza. Così che dal giorno seguente potremmo ricreare una nuova società con le stesse persone e l’eventuale compratore si ritroverebbe nulla in mano.

Quindi, vi aspettate che la Consob intervenga anche a tutela dei piccoli investitori che hanno investito a Piazza Affari.

La Consob può indagare, rispondere e sollecitare i colleghi della Sec se ha fondati sospetti. E mi auguro agisca in tal senso. C’è un tema di tutela di grandi investitori ma anche di piccoli. Mi riferisco a chi ci ha comprato, investendo 5 o 10 mila euro, oggi oltre il 10% del nostro azionariato.

Con Mifid2 cambiano molte regole del gioco. Per voi rallenta qualcosa?

Se produci macchine da corsa e arriva una nuova normativa che regola la manutenzione dell’asfalto non smetti di produrre. Così, anche noi continueremo a dare consulenza all’avanguardia, fornire prodotti innovativi e a garantire a clienti e apartner un ambiente sicuro dove operare. Se cambiano le regole ci adeguiamo ma senza fare clamore. Invece, guardiamo all’espansione in nuovi mercati di frontiera dove c’è la crescita. Abbiamo appena fatto una joint venture con la più grande banca malese per la distribuzione e altre novità sono in arrivo. Insomma, non ci fermiamo.

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