ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa sentenza

Baci e abbracci con l’ex alunna, non c’è nessun reato se lei non denuncia

La Cassazione ha cancellato le accuse mosse all'insegnante delle scuole medie coinvolto: non sussisteva (più) nessun rapporto di affidamento tra la ragazza e il suo ex docente

di Pietro Alessio Palumbo

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Il codice penale punisce col carcere fino a 12 anni l'insegnante che abusando della propria autorità costringe un alunna/o a compiere o subire atti sessuali. Con la recente sentenza 10734 del 25 marzo scorso la Corte di Cassazione ha però ritenuto di cassare le accuse mosse all'insegnante coinvolto. Era infatti emerso che la ragazza aveva intrattenuto rapporti col suo ex insegnante delle scuole medie solo una volta finiti gli esami di terza media; a seguito di contatti su Facebook; e poi al mare. Per la Corte elemento fondamentale è il fatto che la ragazza - diversamente dai suoi genitori - non aveva mai manifestato l'intenzione di presentare denuncia contro il suo ex professore.

Il reato

Il reato in questione è fondato su fatti commessi da un insegnante o altra autorità o pubblico ufficiale «nell'esercizio delle sue funzioni». I fatti in questione erano invece avvenuti sulla spiaggia nei mesi estivi; la scuola era terminata a giugno; la ragazza era stata promossa; e si doveva iscrivere al liceo dove nessun contatto avrebbe avuto col suo ex professore che esercitava esclusivamente nelle scuole medie. A ben vedere dunque non sussisteva (più) nessun rapporto di affidamento tra la ragazza coinvolta negli eventi e il suo ex docente finito sotto accusa. Il reato in parola prevede che possa procedersi d'ufficio se il fatto è commesso da persona cui il minore è affidato per ragioni di cura o di educazione. L'affidamento in argomento deve essere «attuale» nel senso che deve sussistere al momento della commissione dei fatti contestati. Anche la qualifica di pubblico ufficiale deve sussistere al momento della commissione dei fatti. È bene evidenziare che in altre occasioni la Suprema Corte ha ritenuto applicabile la procedibilità d'ufficio per fatti commessi dall'insegnante al termine dell'orario delle lezioni, tuttavia pur sempre nella attualità del rapporto alunna – insegnante. Infatti l'insegnante conserva la qualità di pubblico ufficiale anche terminato l'orario della lezione.

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